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To credo così poco, ed attribuisco ancor meno alla luna, Posservazione di Santorio(la quale è di più, tutta individuale), cioè, che l’uomo in istato di salute gua- dagni una o due libbre in peso al cominciamento del mese, e ch'egli perde altrettanto verso la fine. Ugual- mente, le osservazioni fatte‘con molta. diligenza non hanno confermato|’ avvisamento citato da Lucilio,€ spesse volte ripetuto, cioè che i granchi, le ostriche, ed altre conchiglie sono più grosse nel momento di luna erescente, anzichè in quello di luna decrescente.
Con un poco di attenzione, sarà facile il convincersi della nullità di quest’ asserzione, quando non si voglia rifiutare la propria confidenza al sensato fisico Rohault. Io pure attesto ancora le esperienze fatte con diligenza dai celebri agricoltori Laquinterie, Nardmann, Rei- chard, Hartenfels, e dai grandi naturalisti Buffon€ Réaumur, e che provano che la luna crescente o de- crescente non ha alcuna influenza nè sulla germoglia- zione delle sementi, nè su l'accrescimento delle piante, nè sulla rapidità del loro sviluppo, nè infine sulla loro qualità.
Io ho difficoltà a credere che la luce della luna pro- duca un effetto particolare e differente di quello di tutt'altra luce. Le esperienze fatte a Roma nel 1783 da Athan. Cavallo, e ripetute da Bertolone di San Lazzaro, non provano in nissun modo, che la luce lunare aumenti l’evaporazione; egualmente quelle di Weitz fatte a Lau- terberg con la potassa non provano che i raggi lunari vi recano dell’ umidità. Se si teme tanto la luce della luna nell’ America meridionale, ed a Batavia, io at- tribuirò piuttosto i pretesi perniciosi effetti all’ aria umi-
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