158 bisognevole, questo numero di uomini perderà il suo lavoro, perchè questo pure allora non sarà più biso- gnevole; mentre il contadino avrà solo il bisogno di provvedere alla sua propria sussistenza, la quale otterrà senza coltivare l’intero suo fondo.
La popolazione pertanto. sì diminuirà con questa pre- supposizione di r2 milioni di uomini su 27 milioni. Questo numero minore sulla medesima superficie sarà molto più povero e molto più miserabile, secondo tutti i rapporti della civilizzazione, della popolazione ante- cedente, benchè più grande del doppio. La Spagna ne offre un imponente esempio: questo paese che un tem- po, allorchè la sua industria artigiana era nel più alto fiore di quello che fosse in veruna parte d’ Europa, aveva una popolazione prospera di 25 milioni di abi- tanti, la quale coll’ annientamento della sua industria, che a poco a poco accadde, diminuì fino a ro milioni, e la metà del paese coltivo diventò in deserti.
La popolazione può colla naturale o libera azione vicendevole dell’ agricoltura e dell'industria delle arti, come si è dimostrato superiormente, aumentarsi fino ad un limite molto lontano, senza che la. sicurezza. della sussistenza sia periclitante, e senza che ne venga pro- dotto un eccesso di popolazione. Imperocchè nessuna azione è maggiore della forza che la produce: la popo- lazione artigiana e l’agricola si appoggiano vi cende- volmente luna sull’ altra come forza ed azione; non può perciò nel naturale corso delle cose accadere su veruna parte una. sproporzione, come di. leggieri, si rileva da quanto abbiamo detto. Le relazioni della sus- sistenza della popolazione artigiana sono solo vacillanti,
allorché non sono fondate sull’agricoltura patria, ma 5 p)
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