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NOTIZIA CHE SERVE DI SUPPLIMENTO, O NUOVI FATTI è)
RELATIVI ALL OGGETTO DELLA PRECEDENTE MemoRrIA
DELLO STESSO.
Dello stato della temperatura atmosferica, e della sua influenza sulle grandi masse del mosto che fer- mentano all'aria libera, mischiate alla vendemmia, o saturate di molta sostanza mucilaginosa, e degli
accidenti più o meno gravi che ne derivano.
Egli è bene dimostrato che allorquando lo stato dell’at- mosfera è caldo, umido e procelloso nel tempo della fer- mentazione del vino, la sua qualità sarà altrettanto meno stimabile, che esso sarà esposto più o meno direttamente all’azione dell’aria esterna; giacchè in questo caso non solo vi ha perdita} provocata, nel mosto dall’eccesso di temperatura, ma ancora il rapido sviluppo dell’acido nella vendemmia obbliga spesse volte il proprietario, che vuole preservare il suo vino, a travasarlo prima che abbia acqui- stato un coloramento sufficiente, nè abbastanza lavoro per far iscomparire il restante del mosto che maschera il poco di aroma ch'egli avrà rattenuto. Se per ovviare a questi svantaggi, egli spinge troppo lungi la fermentazione, allora il vino non conserva dei principj che lo costitui- scono, che un sapore aspro, e sprovvisto di quell’ ab- boccato, e di quell’insieme più o meno gradevole della linfa. In tal modo, quando si fa luogo al concorso di queste diverse circostanze, si può dedurne la conse- guenza che il vino non sarà così produttivo distillan- dolo, nè suscettivo di essere conservato; questo è quello che è avvenuto in quei paesi nelle vendemmie del 1819
per tutti 1 mosti che hanno fermentato alla scoperta, ed


