Viden= 7 0A sua lettera colla data del giorno 22 febbraio 1819, e bus, particolarmente sulla porzione dei principii che può tra- scinare il corso del gas carbonico per un tino chiuso
se contenente tredici barili. ig« In vece di situare una valvola in mezzo al fondo i Li« superiore, 10 ho fatto mettere un tubo di latta, facendo n« molti angoli, che riceveva tutti ì gas e li portava di«(dopo averli fatto percorrere almeno dieci piedi di « distanza) in un vaso di vetro. Questo tubo, che ugua- È« gliava un serpentino, era circondato di una tela fina, D)« che io faceva bagnare più volte al giorno, ed alla di« notte con acqua più fredda possibile, all’ oggetto di i« servire di rifrigerante, e far condensare il gas alcoo- a« lico. To sono certo che tutto il gas acido carbonico è 2« uscito puro dal mio serpentino, cosicchè approssimando ido-« un lume alla bocca del vaso, esso era al momento estinto. ti,« To sono sicuro ch'egli non poteva uscire da nessun altro dl« luogo, e son sicuro altresì che non ha dovuto uscire ente« che altrettanto almeno che dalla valvola, l'apertura del « serpentino, aderente alla parte esterna del fondo su- Nano& periore, essendo tanto grande come l’apertura indicata della« da voi per la valvola, e di più il gas acido carbonico 0; 50« avendo un mezzo continuo di sviluppamento. Il ri- molto« sultato fu che io ho ottenuto, dopo dieci giorni che rità di« la materia era nel tino, con una temperatura di quat- > CIrCo-« tordici a quindici gradi nel vaso di vetro che ha rì= ), son« cevute le emanazioni, il quantitativo di una bottiglia, peo:« di un liquido chiarissimo, senza odore, che si è tro- SI« vato essere un’acquavite di quindici a sedici gradi.» Siccome io aveva dubbio che il mezzo, di cui si era ilo| servito il sig. Delapeau, non era stato tanto scrupoloso
gora per operare un’ intiera condensazione, particolarmente ad


