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19 che altro non è che particelle vinose, ha assolutamente il colore ed il sapore. fo ora indicherò questo mezzo di osservazione, che induce moltissime curiosità, e partico- larmente per quelli che amano di stadiare la natura, ed a riconoscere l’ordine ch’essa mette nelle sue funzioni: a quest’effetto, è necessario di procurarsi due grandi vasi di vetro bianco, di dividere in eguali porzioni tanta uva, pigiata e sgranellata nell’uno e nell’altro; di collocare sulla superficie del miscuglio contenuto in uno di que- sti delle piccole lastre forate, o di legno 0 di latta, per formarvi un tramezzo destinato a ritenere le vinacce im- merse, per mezzo di due piccoli traversi di legno aventi due caviglie, o cime, le quali alzandosi fino al livello dell’orifizio del vaso, sono ritenute dalla chiusura a val- vola, che è formata di un pezzo di forte cartone into- nicato di cera, e di una valvola formata di una piccola lastra di piombo incollata su di un pezzo di pelle, che le serve di cerniera; si colloca nell’ interno un pic- colo tubo dilatatore, tale come io l'ho descritto; il tutto è mantenuto al posto a causa del peso di alcuni pezzi di quadrelli sovrapposti al coperchio, in modo però a non sturbare il giuoco della valvola. Il vaso di raffronto sarà lasciato aperto, e la materia fermentante in libertà di alzarsi: a questo effetto i vasi non saranno riempiuti che a tre quarti della loro capacità al più.
Se la temperatura è al di sopra dei dieci gradi, allora bisognerà favoreggiare il primo sviluppo della fermenta- zione; collocando i due vasi su di un scalda-vivande, e mantenervi un piccolo fuoco per 1 tre primi giorni, per alzare la temperatura del miscuglio a undici o do-
dici eradi.
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