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carbonico, e di quel restante che tiene sempre al mosto,
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e che distingue quasi sempre il vino nuovo, particolar-
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mente al momento del travasamento. Io detterò adunque
la descrizione di questo pezzo accessorio e della sua ef-
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ficacia, come il compimento del metodo mio(1).
errinotago
Questo consiste in un tubo di latta, che ha un dia- metro di due o tre pollici, secondo la capacità del tino al quale viene accomodato; questo tubo è poggiato per- pendicolarmente nell’interno del tino dopo introdottavi|s la materia a fermentare. La sua base, che è chiusa con un turacciolo di paglia, appoggia sul fondo del tino, e la sua parte superiore, che è aperta, ha un poco meno del-| V’altezza del voto di questo recipiente, cioè a dire dopo
la chiusura vi devono essere tre o quattro pollici d’in-
tervallo fra l'estremità superiore di questo tubo ed il coperchio del tino. Conseguentemente questo pezzo, passando nel centro
del falso fondo, deve alzarsi al disopra di questo tra-
mezzo circa un piede, ciò che è indispensabile all’ og-
getto che il mosto all’ apogeo della sua elevazione, che
è qualche volta di dieci a undici pollici, non porti nel|
tubo le particelle vischiose ch'egli spinge alla superficie. Tutta la porzione di questo tubo traversando la ven-|
demmia ed il liquido, deve avere molti piccoli fori, o
tagli, simili a quelli sui coperchi delle lanterne; questi|
fori sono destinati a lasciar passare il gas prodotto,
ma a non lasciar entrare i grani nè le pellicole nell’in-
Li|
(1) Io osservo di più che per il completo successo della fer-| mentazione chiusa, egli è necessario un terzo di più di tempo onde percorrere tuiti i suoi periodi, allorchè lo sviluppo dei gas|
ch’ ella svolge non è favoreggiato dal tubo dilatatore.


