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he io ho del luogo, la fermentazione la più favorevole allo svi- I fermon- luppo ed alla concentrazione dell’ alcool. seguenti: Fino all’epoca che io feci conoscere il mio processo, mol- principio te osservaziori cd esperienze mi avevano dimostrato, che i diversi metodi adoperati fino allora non raggiugnevano nze:che lo scopo desiderato; che vi esistevano delle cause as- solutamente estranee alla natura del suolo ed a. quella mit dell’uva, poichè si osservava una differenza sensibile nia fra i vini di una stessa vigna: la ragione portava adun- na que a credere che questa causa proveniva non solo dai Si diversi modi di dirigere la fermentazione secondo le VENA località e la quantità del mosto. sul quale si operava, LE ma più particolarmente alle forme più o meno viziose dei vasi adoperati in questo lavoro. Questa conseguenza Aci fu sì bene sentita, ch’ella divenne oggetto di premio
NR a quello che sapeva indicare la miglior forma del vaso icazione,£
hu vinario, e determinava la capacità la più conveniente ii A ad accrescere lo spirito al vino(1). Questo fu per rispon- peri dere al comune voto, che io sottoposi allora il risulta- LIO mento delle sperienze, che io aveva fatte a questo fine, | indicando il processo che pareva il più conveniente, e el travaso:
sottoponendo ad esame, ed all’ approvazione un model- ci sso...». sile scesa lo di tino, che per la sua forma e la sua disposizione
Ù| p di cao mi sembrava assolutamente suscettivo d’ adempiere le sibile;© condizioni che furono proposte. la sua fell { qué(1) È cosa indubitata adesso; che tutte le specie di capacità che 0 È convengono, e sono indifferenti, allorchè la vinificazione si fa in
botte chiusa, o con la valvola; che preservata con questo mezzo
(ay conce! dalle influenze dell’aria, ella percorre con regolarità tutti i ri n suoi periodi, qualunque siasi il volume della materia fermentan- sop 1 te, che non può acquistare alcun eccesso di calore, se è costan= secondo È temente ritenuta in immersione.
temperatura
sa


