62 Commrercro.
tiva, sebbene essa non possa equipararsi a quella che l'aveva preceduta e che fa epoca.
« I venditori di seterie erano troppo disposti a sta- bilire le loro speranze e le loro pretese sul prodigioso smercio delle loro mercanzie alla fiera precedente, per- chè si abbia a maravigliarsi di averle viste decadute nella estensione delle loro speculazioni. Il basso prezzo delle derrate in Russia ha prodotto qui un sensibile effetto.
« Le fiere di Lipsia sono una specie di concorso aperto a tutte le industrie, e dove la nostra si attira una par- ticolare attenzione, tanto per raffronto con essa ed i paesi stranieri e massimamente dell’ Inghilterra, quanto per l'emulazione che ella inspira ai fabbricatori sassoni. Questi ultimi si occupano molto dei lavori in lana. La materia prima che somministra il paese è in abbon- danza e mantiene la superiore sua qualità. Dal comin- ciamento di quest’ anno si citano gli affari fatti a Lipsia, in compere di lana, per più di 6 a 7 milioni di fran- chi; ed altri calcoli stabiliscono che questo commercio mette in circolazione una somma di 30 milioni almeno. Il numero delle macchine per filare e per tessere si moltiplica. Per mezzo di tutte queste facilitazioni i Sassoni si occupano più che mai della fabbricazione delle stoffe di lana fina, ed essi sono pervenuti a fare alcune specie di schalls con una perfezione di cui i nostri lavori francesi hanno loro dato il modello.
« I nostri plaqués hanno conservato una superiorità che ha fatto veramente senso più che in qualunque tempo all’ ultima fiera di Pasqua, tanto più che i la- vori di questo genere importati dall’ Inghilterra pareva che perdessero sempre più al confronto per Veleganza, la solidità e la durata, qualità che pare abbiano ceduto
lesiderio di fabbricare a buon mercato.
— N
zioni veng aume han sopr dell: ansi è ar Fra form fabbi vend,


