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La fiera di Lipsia.
Le notizie che noi mettiamo sotto gli occhi dei no- stri leggitori sono certe, e attinte ad una corrispondenza diremo quasi officiale. Essa segna il giorno 31 ago- sto 1823.
La fiera di Lipsia è una specie di termometro com- merciale, e non si saprebbe abbastanza osservare il più o meno grande numero di vendite che vi trovano i pro- dotti delle manifatture francesi.
« Una delle mie prime osservazioni, arrivando a Dresda, dice il corrispondente, è stata rivolta agli interessi del nostro commercio, intanto che eglino pos- sono essere favoriti dal grande smercio che apre due volte in ciascun anno la fiera di Lipsia.
« lo vedo con grande piacere il notabilissimo van- taggio che hanno ottenuto all’altima fiera di S. Michele le nostre fabbriche francesi, particolarmente quelle delle stoffe ed altri prodotti di seta. I mercanti di Franefort e di Lipsia avendo rifiutato ai compratori del Nord e del Levante, ebrei od altri, una parte del credito che eglino avevano costume di loro accordare, questi Po- lacchi, Russi‘e Greci, allorquando le loro provviste sono s'ate esaurite, vennero con dell’oro e degli efletti preziosi; essi hanno domandato in seterie un terzo di più di quello che si trovava sulla piazza; eglino sono stati obbligati di soggiornare a Lipsia fino alla fine di ottobre per aspettare queste spedizioni,
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ultima fiera, quella di Pasqua, non è stata cat-


