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:Fig. g Veduta geometrica superiore della cassa della navicella e della molla z ehe serve a-fermare la navi- cella medesima, allorchè quesia è arrivata al fine della sua corsa, non che dell’ urtatore@ infilato nella sua
asticella y.
Ecco come si eseguisce| operazione del tessere. Il tessitore nel premere i pedali Z LZ(tav. 11, fig. 1) per aprire la trama spinge indietro il pettine, e la. parte inferiore della cassa della navicella A viene in questo modo ad abbassare la leva O, la quale abbassando il pezzo a scappamento g lascia in libertà la verga, la estremità della quale batte contro 1 urtatore x che spinge la navicella. Nel mentre succede questo pre- monsi di nuovo i pedali e si ritende Ja molla per mezzo di una delle corde î che passa nelle carucche& LZ, una’delle estremità della quale è attaccata al con- trapedale 4 e l'altra alla verga N. Un contrappeso so- speso ad una picciola cordicella comunica col pezzo a scappamento g e lo fa rialzare acciò fermi la verga MV. Questo semplicissimo meccanismo lascia libere le mani all’operajo, cosicehè può alternativamente dare il colpo al pettine ora coll una ora coll’ altra mano, ed anche simultaneamente con tutte due allorchè vogliasi più serrato il tessuto.
Le verghe XV, N, collocate ciascuna ai lati ed este- riormente dell’ intelaratura del telajo, sono disposte sui pianerottoli c, c. Le molle di queste verghe avvolte spi- ralmente sono attaccate ad una cricca deversi può, rome si è detto, aumentarne la tensione a seconda del bi- sogno coll’ ajuto di una chiaye, che si adatta al loro asse quadrato f, onde properzionare la forza del colpo della verga alla grossezza del filo avvolto sul canello
della navicella. Quest’ ultimo perfezionamento che è di


