14 Acraria ED Economia Rurate.
coltura, ed il malcontento di quella popolazione indus- sero il governo francese a distruggere le risaje. Non ci ha più diffatti attualmente un solo pa!imo di terra col- tivata a riso in tutta l’ estensione del territorio fran- cese.
Il riso secco non spande verun disgustoso odore; esso è anzi più saporito del riso acquajuolo, ed ha un leggier sapore di nociuolo, per cui si mangia con pia- cere anche allorquando non sia condito, e sotto alla bollitura e gonfia cresce assai più dell’ altro riso. Quesio medesimo riso secco si divide in due varietà, di cui una avente grana rotonda l’ altro oblunga. La seconda fu coltivata dallo stesso signor Reine, e da lui distri- buita all’ isola di Francia, come quella che rende di più benchè abbia una pellicola rossa, che la rende di difficile imbiancamento sotto alla pista. Tuttavia la va- rietà avente grano tondo merita la preferenza per certe località, atteso che vegeta facilmente nei luoghi elevati, ed anche ad una temperatura assai fredda, se non che bisogna affrettarne il raccolto quando è maturo acciò non se ne disperda, essendo facile la semente a stac- carsi dalla pannocchia allora segnatamente che spira il vento.
Ii riso secco riesce a meraviglia sotto la zona torrida, nelle terre appena dissodate. Il signor eine trovandosi all’ isola di Francia se ne procurò quattro once da Ma- galor, costa del Malabar, ed al terzo anno ne ottenne trentadue mille once. Questa‘moltiplicazione così pro- digiosa in un clima cotanto caldo, non con altra cura la ebbe fuorchè con quella di seminare il riso prima della stagione delle pioggie e scegliendo per esso i ter- reni meno arsi;;‘anzi gli riuscì perfino in quelle terre, che avevano già dato altri prodotti,
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