XXX INTRODUZIONE, alle Pandelte, nel secondo queste a quelle erano prvierite.‘Putto ciò dimostra quanto tenue fosse la capacità di Triboniano, Teofilo e Doroteo; e sem- pre più tenue apparisce considerando che per fare quelle Instituzioni ebbero bisogno di prendere per esemplare le /nstttuzioni di Gaja; locchè dimostra che essi erano ancora di poco gindizio, mentre po- tevano scegliere le Instituzioni di un qualche giu reconsulto di più acuto ingegno, e di più vasta erudizione e dottrina, come le /nstituzioni di Pa= piniano, di Ulpiano, di Paulo e simili.
Pubblicate le(nstituzioni, ne fu fatta da Teo- filo(*) una parafrasi in greco, la quale nou fu da quello molto dissimile.
Dopo la pubblicazione delle Pandette si rav visarono in esse molte antinomie col Codice Giu- stinianeo, il quale d’ altronde andava soggetto a non pochi difetti; sicchè fu necessario di ricom- porre un nuovo Codice, specialmente ancora perchè non si credesse che le Pandeite derogassero al Codice Giustinianeo, siccome a quello posteriori; mentre anzi all’ opposto molte constinzioni in esso contenevansi, colle quali gl’ imperatori avevano in- teso di derogare a gran parte dell’ antica ginrispru- denza, molte reliquie della quale furono lasciate nelle Pandette per negligenza di Triboniano e dei suoi colleghi. Fu dunque da Triboniano e da altri quattro giureconsulti ricomposto per ordine di' Giu
(*) Contende Fabrotti che questo Teofilo fosse quel medesimo che ebbe mano nelle Instituzioni, ma appena si può dubitarne; id. Heinecc. prae- fat, ad Vinn. comment. in Institut.


