INTRODUZIONE. pisbo. me d’ imperatore quel potere che prima aveva nés7
gato a Cesare sotto il nome di re, si cambio ta!”
stato politico della Repubblica, e con esso si mutò la faccia delle leggi e della giurisprudenza. Iniper- éiocchè si fectro, è vero, dopo quesi” epoca alcine leggi nei senerali comizj, come le leggi Giulie, Elia Senzia, Papia, Poppea, sotto impero di Augusto; la legge Giuzia Norbuna sotto quello di Tiberio, cd alcuna ne fu fatta sotto impero di Clau- dio, e perfino di Galba; Yacit. Ann. ALL, 26 et Hist. I, 15. Heinecc. Antig. Rom. lib. 1, tit. 2,$- 44, ta non è men vero che questo era un simulacro dell’ antica libertà, avvegnachè Tiberio per usur= parsi(*) i dritti di sovranità, che al popolo sol- tanto appartenevano, transferisse i comizj dal Came po Marzio nella Curia, e togliesse con ciò al po- polo la podesà di far leggi, e di conferire gli onori, dandolà ai senatori a lui soggetti; Tacit, Annal. I, 5. Sueton. Fiber. XXX. Cajo Caligola reintegrò il. popolo ne’ suoi primieri dirità., ma non Iu questo che uo bene passaggero, mentre poco dopo lo spogliò de’ medesimi, Dion. Cass. LIX, p. 647, 685, e da quel tempo in poi comin» clarono a comparire alla Lr. più di frequente è
(*) Errarono dunque Pomponio, 2. 2, 8-9, f£. de orig. jur., e Triboniano, 6. 5 instit. de]ur. nat. gent. el cìv., quando asserirono che i comizj furono trasferiti dal campo marzio nella curia, per- chè era difficile il radunare tanta moltitudine di popolo, mestre una tale difficoltà non s' incontrava sotto il governo repubblicano quando tutta| Italia concorreva ai comizjj; Cicer. Orat. ad Quirit. post red. Heinecc, Antig. Htom. lib. I, tit. 2, 6. 45 Ye


