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Tomo I. (1809)
Entstehung
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XVIII
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XII INTRODUZIONE. volgere la plebe in inole, liu; Hofmann. p. 104© 105. Spanhem tom. 2, diss. 10.

All ampliazione che ricevettero le leggi«delle dodici tavole soglionsi riferire comunemente i Senato- consulti, specialmente perchè erano noti anche ai primi tempi di Roma; Cicer. Topic. c, 5, Suet. in Vespasian. cap. 8 in fin. Ciò non di meno è da credersi che il Senato Romano non avesse la facoltà legislativa per tutto il teiupo che Roma vis- sc in libertà; Thomas. Delin. hist. 6. 24. Ond' è che in questo Inogo dobbiamo piuttosto memorare, che dopo le leggi delle 12 tavole il Popolo Romano fece varie leggi forse per supplire alla mancanza che si scorgeva in quelle delle 12 tavole, oppure per le dissensioni che passavano tra la plebe ed i patrizj, o per altro motivo; Thomas. Delin. histor. 6. 25. Il modo poi col quale il Popolo Romano faceva Je leggi ci viene descritto da Hofmann, p. 17, da Heincece. Antig. Rom. secund. ord. instit. tit. 2.

Si accrebbero intanto le leggi, i plebisciti e gli editti, cosicchè per l immenso lor numero, per la contrarietà di opinioni nei giureconsulti una grande confusione ed incertezza nacque nel diritto, Liv. 3, cap. 34. Eunap. in vit. Edes. p. 92- La qual cosa mosse il pensiero primieramente a Cice- rone, come riferisce Gellio Zid. I, cap. 22, di por a Pompeo, come narra Isidoro lib. 5, orig. cap. Iy indi a Giulio Cesare, secondo che abbiamo da Sue- tonio, Jul. cap. 44, di ridurre il diritto a sistema, ma il loro divisamento non ebbe un felice suc- cesso. In fine dopo le varie fazioni di Cinna, di Silla, di Mario, e dopo i due triunvirati, uno di Crasso, Pompco e Cesare, e 1° altro di Augusto, Lepido ed Antonio, avendo il Popolo Romano col. la legge regia accordato ad Augusto, sottg il noe