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Tomo I. (1809)
Entstehung
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XVI
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xvIINTRODUZIONE. sap. XI. Ma Sesto Elio in un libro che chiamossi diritto Eliano spiegò tali formole, e lo consegnò

hi al popolo; Pompom 2.2;$. 7» ff. de orig. jur. Sebbene la sorteci abbia privati tanto del li- | bro di Flavio quanto di quello di Elio, ciò non

ostante Barnabà Brissonio ha con grande studio ed industria raccolte le formole che nell uno e nellal- i tro. si contenevano, e le ha a noi rese note col suo libre intitolato de formulis et solemnibus po-

puli Romani verbis. i Per le dissensioni che passavano tra i patrizj e } la plebe, accadde alcune volte che la plebe si ar- rogò la facoltà legislativa. Ciò avvenne per la prima volta quando si ritirò nel monte Sacro, oye otten> nei Zribuni della Plebe; Liv. lib: 2, cap. 33, Tutto ciò che questi Tribuni proponevano alla Ple- be, e che essa approvava, aveva forza di obbligare i Plebei, e chiamavasi plebiscito} Cocc ej. in Not. Var. ad 2,68, ff. de orig. fur. La seconda volta accadde quando ritirò nel monte Aven- tino, ove vttenne che i plebisciti obbligassero non solo i plebei, mo tutto il popolo, Liv. Lib. 3, cap. 33; e sebbene i patriz] dicessero di non essere come presi sotto nome di popolo, si vollero tuttavia compresi, e si fece una legge colla quale si dichia- che i plebisciti obbligavano wii i Quiriti; Liv il lib. 8, cap. 12. Eberlin. de orig. jur. p. x4., Fu derogato a questa legge, e la plebe quiudi ritirò i tosto nel Montorio altro eolle della città, motivo i per cui fu di bel nuovo rinnovata colla legge Or- tensia, ed avvenne così che i plebisciti avessero la stessa forza delle leggi, comunque un origine rico- noscessero diversa da quella delle Feggi, Pompon. 2. 2, 6. 8; ff. de orig. jur. Plin. Lib. AVI Hist. Nat. cap. 10; imperciocchè le leggi erano ciò che