Teil eines Werkes 
Tomo I. (1809)
Entstehung
Seite
XV
Einzelbild herunterladen

IntRODUZIONE. Vale- le azioni di legge. Trovavasi in esse una massima sottigliezza ed imiquità. Tmpercioechè se i litiganti; colla scorta dei giureconsulti, nel pronunciare le formole di parole, colle quali erano concepite le azioni di legge, sbagliayano di nna sola sillaba, perdevano la cansa; Heinecc. Artig. Romi. secunà. ord. instit. proem. 6. 6. Si aggiugnevanoa ciò i giorni in cui era lecito di litigare, i quali» dicel vansi fasti, quelli in cui era ciò proibito, i quali chiamavansi nefasti, e quelli finalmente in parte de quali era permesso di litigare j ed in parte era vietato, i quali venivano detti irtercisi; e di tuuò ciò si faceva al popolo un mistero, onde fosse ob= bligato sempre a. dipendere dall'ordine patrizio, principalmente dai Pontefici, cui soltanto apparte= neva la notizia di queste cose; Cic. de Orat.'£, 41 et pro Muraena AZ. Quinctil. instit. Orati HE, 8. Ciò nondimeno il popolo fu messo a parte di tali misteri. Tmpercioechè trovandosi*ilelibro delle delle azioni, e dei giorni fasti, nefasti ed intercisi presso di Appio Claudio, riuscì a. Gneo Flavio di lui scriba di portarglielo via nascosta mente, e di consegnarlo al popolo, il quale per mostrare la sua gratitudine a Flavio, lo creò tribu- no della plebe, senatore ed edile curule, e diede a quel libro il nome di diritto civile Flaviano, sebbene Flavio nulla del suo vi avesse aggiunto; Pom- pon. Z. 2,$. 7, ff. de orig. jur.; Cicer. de Orat. {T:; Liv. LX, 46; Plin. Mist. Nat. XXXIII, 1; Gel. oct. att. Y, 0.

Quanto ciò fu grato al popolo, altrettanto dis- piacque ai patrizj, î-quali non tardarono ad inveu- tare altre formole, deserivendole con cifre al po- polo ignote, onde se fossero capitate in di lui 3ani, pon le avesse intese; Cicer, pro Muraerà

forinole