GIORNO.
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tutti un giorno in Paradifo, ove fpero di giungere mediante la mifericordia infinita del mo Signore. Ma fe mai ritornafte all' antica biafimevole fervitù, perfuadetevi che recarefte a Dio quella naufea, che recar fuole ad ogni Uomo onorato un fuccido cane, il qual per la troppa ripienezza di cibo vomita ad ogni poco puzzolenti carnami: Sicut canis, lo dice Iddio medefimo ne' proverbi, ficut canis cum revertitur ad vomitum fuum,& odibilis efficitur; leggono i Settanta, fic fiultus malitia fua reverfus ad fuum peccatum. Sin a tanto, che un Peccatore vinto o dalla forza dell' occafion non cercata, o dalla veemenza della tentazione, cade in peccato, Iddio, mifericordiofo ch' egli è, in qualche modo il fopporta; ma quando poi, dopo effere ftato illuminato, e dalla grazia divina, e dalla divina parola, ricade maliziofamente, ed oftinatamente negli ftelsi peccati, oh allora muove Iddio ad una naufea si grande, che lo conduce ad abbandonarlo, ed a lafciarlo miferamente morire nel fuo peccato. Sicut canis cum revertitur ad vomitum fuum,& odibilis efficitur, fic flultus malitia fua reverfus ad fuum peccatum. Criftiani adunque miei cari, per non porvi ad un evidente pericolo di dannarvi, eflote, vi dirò col Santo Apoftolo Paolo, eflote firmi in via Domini( a). Verrà, lo sò, il Mondo dopo quefti fanti Efercizj, verrà ad allettarvi con fpafsi, divertimenti, e piaceri, ma voi: eftote, efote firmi in via Domini, e non vogliate lafciarvi da effo vincere, o foggiogare. Si ſcatenerà dall' Inferno il Demonio, ed in cento maniere, e cento, cercherà perfuadervi che bifogna dare un qualche sfogo alla Gioventù, che bifogna corriſpondere all'
( a) Hebr. 6.4.
ΤΑ
amor


