GIORN O.
datemi grazia d' impiegarmi tutto in amarvi, e fervirvi con fedeltà.
Secondo punto.
C
Onfidera, anima mia, qualmente tutte le cofe di queſta serra non ſono altro, che mezzi, dei quali fervir ti devi per tendere al tuo' ultimo fine, che è Dio. Così hanno fatto piú migliaja di Santi, e di anime Giufte, le quali da quefte cofe vifibili ricavavaño fempre più motivo di amare, lodare, e glorificare il lor Supremo Creatore. Ciò che hanno fatto coftoro devi. farlo ancor tu, fe brami falvarti, e il fare diverfamente altrove non può portarti, che a penare eternamente nel fuoco. Se adunque le Creature non fono altro, che mezzi per andare a Dio, tu devi guardarti di non riporre in effe alcun fine, e ftar devi attenta per valertene folo in ordine al fine per cui ti furon conceffe. I mezzi tu li devi trattar da mezzi, e il fine da fine, e il fare all' oppofto è peccato appreffo Iddio. Il Mondo, e tutte le cofe di quefto Mondo fono mezzi, e devi fervirtene sì, ma fempre in ordine a Dio, che folo è l'ultimo fine. Finchè non ti rego1erai in queſta forma, non troverai mai nè ripofo, nè pace effendo certo, che la vera quiete fi ritrova foltanto in Dio. Niuna cofa trova quiete fe non nel fuo fine, ed effendo il tuo fine, Anima mia, Iddio, in effo folo puoi ritrovare quiete: Fecifti nos Domine ad te, lo ha detto il Santo Padre Agoftino,& inquietum eft cor noftrum, donec requiefcat in te( a). Tutto ciò, che è fuor di Dio è puriffima vanità e le vanità mai poffono appaga
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( a) S. Aug- t. 1. Conf. c. 1.


