GIORN O.
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dotata d'intendimento, e di ragione, e fe tu non offervi i fuoi fanti precetti, e fe non diriggi a fua maggior gloria, ed onore le tue operazioni, e fe nou cammini dirittamente per la ſtrada del Cielo, e fe non efeguifci la di lui fancifiima volontà, tu manchi ad uno de' tuoi principali doveri, ed offendi gravemente l'Altiflimo. Quefta è verità certa, e infallibile, perchè infegnataci da Gesù Crifto, allorchè diffe alla Santa Vergine Marta, che la cofa più neceffaria di quefto Mondo fi è l'amare, e fervire a Dio con fedeltà, e con fervore: Porro unum eft neceffarium: Maria optimam partem elegit( a). Ma l'hai tu amato, anima mia, per lo paffato il tuo Dio, come dovevi? Che hai tu fatto di bene in tanti anni, che fei al Mondo? Quali frutti di fante operazioni fin' or rendefti a chi ti fece, a chi ti conferva, e a chi concorre con te ad ogni tua operazione? Tu dovreffi brucciar di vergogna al confiderare alla tua ingratitudine verfo Dio; eppure che fai? Te ne ftai ftupida, infenfata, e più dura d'uno fcoglio. Ma, anima mia, fai tu, che qui fi tratta di una eternità fenza termine, e fenza fine? E fe lo fai, perchè non rifolvi di rendere folo a quel fine, per cui tu fofti creata? Ne' piaceri, nelle comodità, nella libertà, nelle ricchezze, e negli onori non devi mai mettere il tuo ultimo fine, effendo certo, e infallibile, che cofa alcuna temporale non può effere il fine d' un' anima eterna. Il tuo folo fine è Dio, e ad effo devi diriggere tutti i tuoi penfieri, le tue parole, e le tue operazioni. Ma l' hai fatto per l' addietro? Quale è ftata la tua corrifpondenza alla bontà infinita di Dio? Vergognati, anima mia, in rammentartelo: Deum, qui te ge
nuit,
( a) Talle, 10. 42.


