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Ufficio della settimana santa colla versione italiana di Monsignor Martini
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DOMENICA

volesse alquanto: e così il Vescovo questi versi da lui quivi composti disse cantando in tal maniera, che sovra modo aggradirono all'Imperatore: onde subito fu liberato e riposto nella sua dignità. Quindi si prese dalla sua Chiesa, e di mano in mano dalle altre, il costume di cantarli, come si fa in simil giorno.

Lo stare alcuni cantando entro la Chiesa, ed altri di fuori che loro rispondono, significa, che gli An­geli, innanzi la risurrezione e trionfo di Cristo, sta­vano nel cielo serrato agli uomini, e lodando Iddio pregavanlo che le rovine ristorasse. A questi i buoni mortali, affidati nella speme divina, altresì canta­vano rispondendo, e pregando che tosto a quelli fossero congiunti.

Gloria, laus, et honor Gloria, lode, e onore a tibi sit, Rex Christe Redemptor:

voi sia, Re Cristo Reden­tore:

Cui puerile decus prompsit Hosanna pi­

um.

R Gloria, laus etc. Israel es tu Rex, Da­vidis et inclyta proles:

Nomine qui in Domi­ni, Rex benedicte venis. R Gloria, laus etc. Coetus in excelsis te laudat coelicus omnis:

Et mortalis homo, et cuncta creata simul.

Cui il fanciullesco ono­re cantò l'Hosanna pio.

B Gloria, lode ec.

D' Israele siete voi il Re, e di Davidde l'inclita prole:

Che nel nome del Signo­re, Re benedetto venite. R Gloria, lode ec. L'adunanza di tutti i celesti abitatori negli al­tissimi cieli vi loda:

E ogni uomo mortale, e tutte le creature unite insieme.