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Uffizio della Settimana Santa e della Ottava di Pasqua secondo il Rito Romano colla Traduzione Italiana di Monsignor Martini e dichiarazione delle Ceremonie
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DIVOZIONE ALLE TRE ORE

gura il sembiante, già gli innalza affannosamente il petto, già va egli perdendo il respiro. Le crea­ture stesse inanimate, all'appressarsi già la morte del loro Creatore, pare che se ne risentano. Il sole si ottenebra, i Cieli si oscurano, trema la Terra e tutto il mondo piange quasi e si scuote. Deh! Gesù mio, aspettate un poco che voglio anch' io morir prima con voi: moriamo insieme, o mio Gesù; che se voi morite d'amore per me, io voglio morire d'amore per voi: no, più non mi curo di vivere, o mio Dio, se ho da tornare ad offendèrvi e crocifiggervi. ove piella Hot

0 Gesù del mio cuore! veggo già che l' ora s'affretta: ben voi potete morire, o Redentore dell' anima mia, che tutto il Cielo, la Terra tutta stanno con grande aspettazione attendendo la vostra morte. Colle braccia aperte l'attende il vostro Eterno Padre per accogliere il vostro spi­rito; l'attendono gli Angeli per applaudire alla vostra vittoria; l' attendono i Padri santi del Limbo, per acquistar finalmente alla vista di voi la tanto sospirata libertà e gloria; l'attendono tutti i Giusti, per rendervi eterne grazie e lodi: l'attendono tutti i peccatori, perchè il cuor loro si spezzi di dolore, con fermo proponimento di più non esservi ingrati; tutto finalmente l'at­tende il Mondo per rinnovarsi; e gli uomini tutti l'attendono per vedersi alla fine redenti dalla schiavitù del peccato.

Vedendo pertanto il Signore l'ansietà ed i so­spiri con cui tutto il mondo aspetta la sua morte, già si arrende alle accese di lui brame, e pieno di affetto e di tenerezza verso i peccatori, con­

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