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Uffizio della Settimana Santa e della Ottava di Pasqua secondo il Rito Romano colla Traduzione Italiana di Monsignor Martini e dichiarazione delle Ceremonie
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DELL' AGONIA DI GESU' CRISTO.

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segna il suo spirito all' Eterno Padre, e la sua vita e il suo sangue pel generale rimedio di tutti gli uomini. Via dunque, dolcissimo mio Gesù, già è ora. Morite dunque, o Redentore dell'anima mia; e allorchè dopo morte sarete col vostro Padre Eterno, pregatelo, o Signore, che noi tutti sempre siamo con voi, che viviamo e moriamo nella grazia vostra, e nel vostro amore, pel vostro preziosissimo sangue, per la vostra amara passione, e per la morte vostra santissima: poichè per la vostra gran riverenza sarete ben ascoltato( 1) e favorito per noi miseri peccatori, da voi redenti, e tanto a voi cari.

O altissimo Iddio! o incomprensibile Maestà! voi solo, o Signor grande, potete intendere ed apprezzare la morte del vostro Figliuolo il nostro Signor Gesù Cristo. L'uomo l'ascolta, e si rimane insensibile, cieco, sordo, muto. Vede morire il suo Dio, e non sospira, non piange, non si rav­vede: eppure il suo Dio muore perchè non muoja egli eternamente nell' inferno. O che obbliga­zione tremenda! 0 Venerdì Santo! O Tre Ore d'Agonia! svegliate, o mortali, codesti occhi del­l'addormentata vostra fede. Muore il vostro Dio per voi, alcuno non avvi che muoja di amore e di dolore col suo Dio? Pei vostri peccati egli muore, e non avvi alcuno che muoja di dispia­cere di aver peccato? 0 Dio! o Cieli! o pietre! prestateci voi la vostra commozione, per morir oggi col nostro Redentore Gesù d'amore e di do­lore. A morire andiamo, o anime, con Gesù

( 1) Ad Hebr. 5, 7. Exauditus est pro sua reverentia.