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Uffizio della Settimana Santa e della Ottava di Pasqua secondo il Rito Romano colla Traduzione Italiana di Monsignor Martini e dichiarazione delle Ceremonie
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DELL' AGONIA DI GESU' CRISTO.

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dolori! Oh passo forte e terribile! Come ci può esser persona che differisca sue disposizioni

a quel tempo in mezzo ad amarezze di tanto af­fanno? Come c'è uomo che riservi a quell'ora, fra tali e tante ambascie, l'affare più serio e più difficile della salute? Ore, ahimè, d'agonia! chi potrà ponderarvi? Quali battaglie non sono quelle della separazione dell'anima santissima di Gesù dal sacro suo Corpo? Quell'anima benedetta ri­guardava in quell' innocente Corpo il suo pre­zioso compagno; vi riguardava quella carne pu­rissima presa di Maria con unione stretta; e al volersene distaccare, la separazione era si do­lorosa, che obbligò a tremare tutta la sacratis­sima Umanità. Oh forza del morire! Oh duro colpo, che fa scuotere un Uomo Dio! Ma siate benedetto, o mio Gesù, che metteste voi stesso in codeste agonie per ajutar me al duro passo delle agonie mie. Voi, o Signore, lo voleste soffrire si affannoso, per addolcire a me le amarezze della mia morte, o

Or, trovandosi in quell' estremo il Redentor nostro Gesù, fece silenzio, e domandò ai mor­tali attenzione con quell'alto e vigoroso grido, significando di voler già morire. E per insegnare a noi la più sublime, e la più sicura maniera, prima di spirare raccomanda, e pone il suo spi­rito nelle mani dell'Eterno suo Padre, dicendogli con gran riverenza: Padre, nelle vostre mani raccomando lo spirito mio. Oh che eccelso am­maestramento! Gesù Cristo onora in quest' atto il suo Eterno Padre col maggior onore che può rendergli, perchè mettendo nelle mani di lui il