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Uffizio della Settimana Santa e della Ottava di Pasqua secondo il Rito Romano colla Traduzione Italiana di Monsignor Martini e dichiarazione delle Ceremonie
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DIVOZIONE ALLE TRE ORE

suo spirito, mostra verso del Padre l' immenso amor suo, la sicura sua fiducia, la sua profonda umiltà e la sua total sommissione; giacchè si consegna egli tutto alla disposizione e provvi denza di lui, come di Padre fedele, giusto, santo, potente, che mancar non può mai a chi gli si affida, lasciare di essere asilo infallibile di misericordia e di sicurezza, e nelle cui mani consegnata l'anima non può non essere felice e beata. Col più sublime atto della sua dottrina e perfezione così c'insegna Cristo a morire. O Eterno Padre giusto e santo, col sacro spirito dell'amabilissimo vostro Gesù, pongo anch'io e raccomando il mio spirito nelle vostre mani: ri­cevetemi, o Signore, fino da quest'ora per sem­pre miratemi agonizzante fra tanti pericoli di offendervi: miratemi tra le battaglie e gli sbi­gottimenti delle mie tentazioni e cadute; non mi lasciate giammai cadere, Padre pietosissimo, che io insieme col dolcissimo Figliuol vostro Gesù raccomando il mio spirito nelle vostre mani non solo nell'ora della mia morte, ma in tutto il tempo ancora della mia vita. O Signore, abbiate di me misericordia.

Terminata la meditazione si recita il Credo gi­nocchioni, e di poi il Coro canta: diqnal

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01

JESUS AUTEM, EMISSA VOCE MAGNA,

EXPIRAVIT.

( Marc. 15, 37).

Gesù mori. Ricopresi

Di nero ammanto il Cielo,

I duri sassi spezzansi: fang itsbma