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Uffizio della Settimana Santa e della Ottava di Pasqua secondo il Rito Romano colla Traduzione Italiana di Monsignor Martini e dichiarazione delle Ceremonie
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DELL'AGONIA DI GESU' CRISTO.

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Con­

Di che, o Signore? Che il mondo si salvi. solatevi dunque, o mio bene, che i vostri Apo­stoli e Discepoli vi convertiranno regni interi e anime a migliaja. Sitio, Ho sete: più anime ancora. Or via, Signor mio, il gran Domenico e il gran Francesco innumerabili ve ne guada­gneranno sino alla fine del mondo. Sitio, Ho sete: vengano ancor più anime. Mirate, o Si­gnore, che l'infiammato Ignazio vi condurrà ere­tici senza numero, infedeli e peccatori, attac­cando il fuoco del vostro amore in ogni Stato e in ogni Nazione; e il gran Saverio, figliuolo di lui, vi conquisterà colla vampa del suo zelo un nuovo mondo. Sitio, Ho sete: anche più anime, ancor più a me ne vengano, specialmente di peccatori. O indurati peccatori, ponete mente alla sete insaziabile che ha della vostra salvezza il vostro amorosissimo Redentore, e alla poca che ne avete voi di salvarvi! E come mai tanta sete di ricchezze, di vanità, di peccati che vi spingono a perdizione? Fine una volta, ponete fine al peccare, che arde di sete Gesù per sal­varvi. Piangete le vostre colpe, che di codest'ac­qua vuole appagar la sete il nostro amorosis­simo Redentore. Ma, o mio Gesù, chi vi potrà sollevare, se mai amore non dice Basta? Siate voi il sollievo della sete vostra medesima col farne parte ancora a noi. Dateci, o Signore, una sete ardente di morire prima che offendervi. Mo­riamo dunque, anime, moriam d'amore, e scio­gliendo in pianto di tenerezza il nostro cuore, diam qualche refrigerio alla sete di Gesù colle lagrime del nostro pentimento e del sincero no­stro dolore.