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Uffizio della Settimana Santa e della Ottava di Pasqua secondo il Rito Romano colla Traduzione Italiana di Monsignor Martini e dichiarazione delle Ceremonie
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. DIVOZIONE ALLE TRE ORE

che sete è cotesta che tanto vi molesta e addo­lora? Che sete ha da essere? sete insaziabile di anche maggiori tormenti per la nostra salute; sete accesa e cocente di anime e di lagrime. Come se dicesse: In questa ambascia e agonia altra consolazione non v'è per me che il pianto de' miei cari divoti. Piangete dunque, anime amanti di Gesù, piangete, che del vostro pianto è sitibondo il buon Gesù agonizzante. Chi darà ai nostri occhi due fonti di lagrime per disse­tarlo? 0 Signore, chi porgerà qualche sollievo alla vostra sete? Chi lascierà il peccato, chè questa è la sete che a Cristo più pena, la sete che da noi non si pecchi. Sitio. O Gesù mio, chi vi darà refrigerio? Chi gli cercherà una pecorella smarrita, chè questa è la sete che lo tormenta, la sete di guadagnar anime. Ora io, o Signore, io vi cercherò anime, io insegnerò agli ignoranti e ai fanciulletti le vostre vie, io esorterò i cattivi colla parola e coll' esempio; si convertiranno molti. Sitio, Ho sete. O mio Gesù, di che mai siete tanto assetato? D'amore, d'amor più grande. Orsù mirate dunque, o Si­gnore, che un esercito avrete di Vergini, di Mar­tiri, di Confessori, che moriranno per impulso di un fervido vostro amore. D'un amore inespli­cabile morirà Maria vostra madre; d'un amore vivissimo morirà la cara vostra Maddalena, le vostre spose Caterina, Lutgarda, Teresa, ed al­tre innumerabili. Sitio, Ho sete. Anche più amo­re, che mai amore non dice Basta. Deh, anime, andiamo a morir d'amore con Gesù Cristo, che ha sete molta e vi è poco amore. Sitio, Ho sete.