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Uffizio della Settimana Santa e della Ottava di Pasqua secondo il Rito Romano colla Traduzione Italiana di Monsignor Martini e dichiarazione delle Ceremonie
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DIVOZIONE ALLE TRE ORE

titudini degli uomini. Se gli rappresentano da una parte le ingiurie gravissime de' malvagi, le tiepidità e debolezze de' buoni; e da un' altra parte vede intuitamente l'amore infinito del Pa­dre verso degli uomini, la ribelle ostinazione degli empii, la dimenticanza di finezze così grandi, lo sprezzo della santissima Passione. Vede quanto pochi avrebber profittato della sua croce e della sua morte, e gli innumerabili che si sarebber dannati, il dolore della sua Madre santissima, la timidità de' suoi mesti Discepoli, le atroci persecuzioni della sua Sposa la Chiesa: e ag­giunti tutti questi motivi ai suoi tormenti e do­lori, con la testa trafitta da una corona di spine, colle tempie penetrate da quelle punte acutis­sime, cogli occhi ingombrati dal polverio e dal sangue, colle spalle squarciate, col petto oppresso, co' piedi e colle mani trafitte dai chiodi;( oh Gesù mio infinito ne' dolori, come immenso nella pazienza!) in questo stato domandò al Padre la salvezza di tutto il mondo: e al vedere che il suo sangue e la sua morte sarebbero stati in­fruttuosi in anime senza numero che si sareb­ber perdute, cominciò con questo maggior tor­mento ad agonizzare nell' anima; e un si pro­fondo cordoglio più se gli accrebbe quando vide che il Padre lo lasciava patire senza conforto, tanti tormenti nel corpo, tanti affanni nell'anima: e al vedersi abbandonato cosi fino dall' Eterno suo Padre( ciò meritando i peccati che carica­vano la sua Croce), per tanto sensibile e amaro abbandono cadde in tanta angustia e travaglio, che, prorompendo in un tristo e doloroso ge­