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Uffizio della Settimana Santa e della Ottava di Pasqua secondo il Rito Romano colla Traduzione Italiana di Monsignor Martini e dichiarazione delle Ceremonie
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DELL' AGONIA DI GESU' CRISTO. mito se ne lagnò coll'Eterno suo Padre, dicendo: Dio mio, Dio mio, perchè mi avete abbandonato?

Oh amabilissimo mio Gesù! la cagione, o Si­gnore, del vostro abbandono furono i miei pec­cati. Ahi, anima traviata! guarda all'orrendo ab­bandono che soffre il Figliuolo di Dio pel tuo traviamento: temi che Iddio te pure non abban­doni, e trema, poichè abbandonata da Dio, non avrai a chi voltar gli occhi. E perchè dunque, o anima, ti vuoi perdere? Ut quid? Rispondi a Gesù, che agonizzando interroga te ancora da quella Croce: perchè ti perderai? perchè vorrai rendere infruttuoso il mio sangue e la mia Re­denzione? perchè vorrai tu dannarti? Ut quid? Per cose della terra tanto vili? Per qualche pia­cere tanto sozzo? per qualche interesse tanto caduco, che svanisce nell'aria e sgraziatamente finisce? Ut quid? Su, gli rispondi, o anima sciolta in dolore e in pianto: Ah Gesù mio! Ut quid? E perchè mi avrò io da perdere, o Signore, stando voi in codesta Croce per me? Perchè m'avrò io a dannare, spargendo voi per me co­desto preziosissimo Sangue? Perchè avrò io da rendere infruttuoso un prezzo grande da voi sborsato per me? No, Salvator mio, non sarà così. Lo dicano questi miei occhi, il mio dolore e il mio pentimento lo dica. Non mi abbando­nate, o Gesù mio, ve ne supplico de' meriti di questo si doloroso abbandonamento da voi sof­ferto per me.

Dunque dal Padre ancor

Abbandonato sei? basdds nor 20 Ridotto t'ha l'amor no oilgo?