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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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Angelo qui con Alarte hauea conteſa, Ch'era vgual, formidabile,& horrenda, E fo, che la Vittoria fu ſoſpeſa,

AMa la man di quell' Angelo tremenda Col colpo di giuftiſſima difeſa,

Féè, che la morte la ſua manoſtenda,

E riceua quel corpo, e la cruccioſa

Alma ſen vada a Pluto diſdegnoſa. . 111

Aarte operòleftremo di ſua poſia, Quando fra legno, e legno in mare errante Si jentꝰ da furor l'anima moſſa,

Ma a lui la morte ſi ombreggiò dauante, Ecliſiò gli occhi,e fe di ſangue roſſa L'onda,& a Marte il piè tardoie tremãte, A cui col brando Angelo il cor diſſerra

Vinſe il nemico, e terminò la Guerra. 112

(ds Marte mor da quella mano,

E da la ſpada, a cui Pittoriaè? certa,

Marte in morendo imperuerſato, inſano

lacqua ibeue il ſangue‚ e qul ſi accerta,

Che ei more, come viſie aſpro, inhumanuo,

E quella alma fra il ſangue ſtrada aperta

Ji profondò al Inferno, e giunta in brene,

Come il sãgue bramò, ſangue anco imbeue. 113

In tanto il mare ha trangugiati i legni,

E diſperſt, e ſommerſe arme, I armati,

Se uon che de i Giganti ſon quei ſegni,

Che ftan con le gran moli,ò teſi, ò alzati,

Se uon ſe alquanti ne gli ondoſi regui,

Ch'altri in legno, altri a nuoto erà portati,

Fe non che il mare al fin conuien, che porti

Allito, a riua, e in duri ſcogli i morti.

1141 Ed ecco ſi apre il Cielo, Aſtrea diſcende Compar ſopra vn Leon Vergine aſſiſa, Col brando,e con la libra in mar coutende Render premij, e caſtighi in quella guiſa, Che Dio punire, premiare intende; Aliri: O vedete l'anitra diuiſa. Dal Falcon, come uola,& altri- O quanti Dice, ecco i Tipistrelli al Sol volauti.

CAN TO

115 7 Veneti, che in mano hauean la palla,

Se ben l'alma Pieta ſtringea i lor cori, Al lume del honor, come farfalla Volano, e ſempre iuuitti ne gli horrori, Hor che Dittoria arride, e che non falla, Che nel Cielo ha ſpiegati i bei ſplendori Ciaſcuno ambiſceↄe ſegue la ſua Gloria, A Dio ſon reſe Gratie di Vittoria. 116 Acilone, e Coſtantin ſaggi, e Guerrieri, E San ſon, che ſi ſalui al Re conſiglia, Fanno ala con le ſquadre Caualieri, E confortano il Re con meſte ciglia, Ondei par, ſi addolori fra i peuſieri Di riportar pietoſa merauiglia, Come in su'òi Ponte morte tante genti, Rotte, ſparſe, ſommerſe in mar, dai venti. 117 1 2

Fiſia in fuggẽdo gli occhi in ira, e in doglie,

Se ventillare in mar handiera ſcorge, E nol crede, Go vero, che ſon ſpoglie Del mar legni, ftendardi, e gia accorge, Che fuggeʒ Indi conuien, che ſi diſpoglie De P'acquiſtato honor, come riſorge Maggior fama, al nemico con Vittoria, Di chi lui vinſe, e t Puf con Gloria. 11 jn Rauenna ſi ſaluano i felici,

Che traſſero lontan dal Ponte il piede,

ul la Maga, ſe ben furo infelici I Iucceſſ di Guerra al ée ſi crede, E sfauillan ſue luci incantatrici, E con dolcexxa del ſuo amor s'auuede, Che Pipino ſi indonna, ond ella inuola Gli affetti del ſuo cor con ſua palola.

¹ 119 'vdl il corno quand hor giunſe il Corriere, E con lettre di Carlo, ei portò Pace, E gridarſi vdi Pace, onde le fiere Furie partiro con!'acceſa face; Si dileguar dal Ciel vinte, ma altiere; Ab eterno quel Dio ſempre verate Permiſe Guerra; ma si pio gouerna, COhe al fin di Guerra il ben di Pace eterna. atu-