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VIGESIMOQVARTO.
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Aaturato, che fu dal Re l'auuiſo, Diſſe: Ite voi Milone, e Coſtantino Ai Venetiani, e poiche immerſo, e vcciſo Ful eſercito mio da fier deſtino; Che ſucceda la Pace, ma gli auuiſo Che ſe vorran puguar, verrà Pipino A penetrar de i topi entro le tane,
D'vccelli il volo, e'l nuoto de le rane. 121
F, perche degni d immortal corona
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Quęi, c han difeſo Liberta pugnace, Degni ſon del Alloro d' Helicona, Che in Vrimauera i frutti amari fate, Amari ſon di Marte, e di Bellona I frutti con la Guerra, hor ſiala Pace, Cbe condiſte lamaro, e i danni oblia, Palma, e Vittoria a voi,d Amor la mia. 126
Paſquin vi aggiunſe:& dite, che io ſon viuo,(oſtantino ſoggiunſe: A voi ben degni
Che Venere verrd non piu nemica Con eſercito dolce,e lor natiuo Di bacihe di laſciuie del amica,
E che fondera il Ponte piu nociuo, Per dar paſſo a lor vita s) impudica
Occupe ta Venetia, e'l bel paeſe,
E proueran ne gli agi il mal Franceſe. 1²22
Sbarcano i Meſſag gieri al Alto Rio, Lietiòche al fin ſi approua il lor conſiglio, Felici, perche ſberano al deſio Sormontar del amor ſenxa peri glio, Lenetia incontro al loro arriuo vſcio, Qua ſ in trionfo accorſe al lor nauiglio, Gridò Vittoria, e in si felici Paci Gli pubblicò liberator veraci.
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(omparuero al Senatoʒ al cui congreſſo Stanna quei primi,e Duci,ò pur ſoldati, A quali per le im preſe fu conceſſo Degno trioufo, e titoli honorati,
Sedean Camillase Barbara d'appreſio Ai Genitori in maeſtade armati,
Agenor per compagno al Duce dato
Angelo al Ducal trono ſubblimato-
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Diße AMilon: Quei TAlrione figli, Che'n mar tran quillo tra ſilueſtre viti Son concetti, e poi nati, a voi ſimigli, Nati, e concetti in Pace, e'n Guerra arditi, Leccelſo Imperator d inneſtar gigli Cerca pur doue odorano fioriti, Tra le virtù in Venetia, e fra gli honori De gli huomini, e le Donne naſcon fiori.
Di ſaggi,e inuitti dominate il Mondo, Anuuntio Pace; Aconſeruar ſi ingegni Oguuno il proprio; Al gia dubbio riſpõdo, Chel Re Pipin coi voftri bei diſegni Tornando inſidierd nel cupo fondo 1 La rana,e Ciel gli vecelli,e i topi in tana, pace vi annuntioꝛ hor fate, non ſia vana.
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Angeloa lor riſpoſe: Habbiam da Dio Vittoria, onde accettiam la Pace datas Ma Meſsaggieri a voi d'annuntio pio Per voi la Libertade conſeruata, Liberatori a voide! Alto Rio, per voi la noftra vita conquiſtata Qual mercede darò di voi ben degna
Hora oblighiamo a voi, quãto in noi regna- 128
Ie vite, la Republica, il gouerno, Ia Libertd,'honor, la roba, i fgli nanto è'n noftro poter, tutto in eterno V oblighiamo,e ſe fia,che i puri gigli Siau coroua al Leone, in vanl Inferno, O ſi opportan del Atondoi rei conſigli, Che la fortezXas e la Pietade noſtra Triouferd cou la fraachea voſtra. 129 Segue Agenorte:&d io quale al amico Atercede obligherò? s'egli in poſſeſſo Di quanto è'n mio poter? Segli nemico Ala Maga, a ſuoi Dei moſtròſſi eſpreſſo Barbara atteſti con amor pudico, lale amor verſo lei, qual ful'ecceſſo Del amicitia noſtra, lo ſto penſaudo Per ſantita, che fofte il vero Orlando. 1l


