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vIGESIMOQVARTO 281
90 yn giro,a tergo, a fronte, al petto, a i fianchi
Con ferir, con ſchermir pronte le mani, E meno il piede parche'n guardia manchi, Da'arte egual Pafferran colpi ſtrani, Aua la Vittoria, che arrideua ai Franchi, Si volta a gran fauor de ĩ Venetiani, Che ſe ſpandono il ſangue, altri la vita Auuenturan nel mar con gran ferita.
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eAraſtano in cader fu a pena viſio, Che'l figlio ſe gli appreſſa, e lo ritiene, Federico al nemico,&'ha preuiſto La morte ſouraſtare a chi ſoſtiene, Vrta,& a Creſo fa'l cader piu triſto, Poiche nuotando in mar tra ſalſe arene Ambo abbracciati,e profondati al fine SalXano a galla, e ſiopion bianco il crine.
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Creſo il gran nuotator, ch'alto il torrente Ne la ſua infii mita di rabbia corſe, Col braccio nuota, e con la man poſiente Solleuò il Padre, al ſuo morir ſoccorſe, E ſe ben paludoſo il ſuolo ſente Smonta, e S'atterra, allhora il Padre ſcorſe Smoſſo da l'onde, e di repente il figlio Nuota, e lo afferra et maggior periglio.
DPadre coraggio su, dißee, e col hraccio Solleua il capo,e nuota qual Delſno, Tinto il viſo del Padre era di giaccio, Quanqdo ecco il ſuol comparue da vicino: SSi, Padre, allegros diſie;&cco ti abbraccio, In sa le ſpalle mie prendi hor camino A ſalute, a la terra, al dolce porto,
Hor Dio ti ſalua meco a mio conforto.
85 Fevpees fu Amalo vile
atto d vrtar s' bella coppia vni
Onde Rinaldo fa Pvrto Mat Aæ˖ Siluan, cui premea graue ferita, E lo balzò nel mar, ma quel virile Deſtro al nuotar deſtò Palma ſmarita, E preſe terra; Hor qui ſi accendon l'ire, Tra ĩ combattenti,oue piu creſce ardire.
85 Da Otton Marcio cadeo paſſato il fianco,
Sertorio al Paladino: Ab meco, diſſe, Come Riual ti ho vinto, indegno Franco, Fuggi le mie, poi ſegui laltrui riſſe? Gli foral elmo, e caccia ſen⁊a manco La ſpada dentro a locchio,e si la afiſſe, Che ftaccarla non può, corſe Leone, Et in vece di lui ſoſtien tenone.
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Sertorio verſa in mare il Paladino, Contrappeſato il brando da quel morto Si flaccò col ſuo peſo, e piu vicino Rinaldo vindicare attenta il torto,
E la morte d'Otton credea deſtino,
Che Sertorio morir debba di corto:
Baldouino, e Sanſon corre, e saffretta
per far del morto Otton doppia vendetta. 87
Leon, Sertorio, e Ottauio, c'hauea vcciſo Raimondo, qud conuengono a la pugna, Gundebundo da tutti altri diuiſo A fauor di Rinaldo il brando impugna, Troilo ferꝰ Sanſon, ma poſcia vcciſo Fu da Aquitanio, ilqual col brãdo eſbugna Il furor, che fa Enea coi colpi ſpeſſi A cui furon di morte horrendii meſſi ·
Ruggier fere Aquitanios Enea da Franco Fu colto in teſta, allhor caddè ſtordito,
Mario a lamico ſuo corre,e dal franeo
Furor lo ſpalleggiaua tramortito, Gundebundo vi aggiunge,e dal ſuo fianco Rapiſce Enea da AMario, che rapito Vyede, Enea lo ripiglia, el vn tenea
pel capo, el altro pe⸗ la man trahea ·
9 Baldouino, che intento era a battaglia Laſcia Sertorio con Rinaldo a lotta, Tanto il valor del vno, e laltro vguaglia, Che P'vn', e Paltro in mar ſi bala,ò trotta, II Paladin la mano a Mario taglia, Con cui teneal amico, e poſcia in frotta I Veneti pietoſi al caſo corſi Cercan de Franchi al mal talento opporſi. Nn Chi


