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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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Non vi dirò, che queſta Patria, e il Rio La Libertade,& il gouerno è voſtro, Le moglie, i figli, obligo voſtro, e mio Di morir per la Patria, obligoè noftro Piu, che dogni altro a confortarui pio, Come hor certa Uittoria vi ho dimoftro, AMa ſe altro anco non foſſes S&cco lanello, Merauiglia di cui certa io fauello.

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Dal Ciel viene per man di Marco Santo, Che fugò li Demonij, e dato èn ſegnos C'hauete vinto,o miei Veneti intanto, Chi ſard, che nol creda? eterno è! Regno, E fia noſtro incorrotto,e fauſto, quanto La interceſſion del Protettor ben degno In Paradiſo regni,e col Vangelo Impetri Gratie a noi da tutto il Cielo.

* Dirò per conſolarui, chela legge Ne la Guerra, e i comandi non ſon certi, AMa dad fatti opportuni il Duce regge; Facciaſi il ponte in mar, noi ſiamo eſperti, Si combatte in su l'acque, e chi non legge Dal'euento,e non ſcorge i campi aperti Do la morte nel mare, a chi ſi crede, E ſopra vu fragil legno ei ferma il piede.

33 (he, ſe a noi la littoria foſoe incerta, L'aria di noftra Patria a noi si grata, Ia vita, che meniamo in pace certa E' la felicitd da l'huom bramata In s! ſaggia Kepublica,& eſperta, D'bumana vita, qual ſia la beata,

Leggi, Tẽpij, Ricchee,e Patria,e Morti

Son tutti ſproni,& a pugnar conforti.

34 La Republica noſtra ha fatto acqui ſto Di Prouincie,e di Regni, onde il gouerno E fondato con ſpeme di conqui ſto Di Corone, e di ſcettri in ftato eterno; O ſtato infeliciſimo preuiſto, Se non propugnerem contral Inferno Col Veneto valor, e con le ſpade La Republica in dolce Libertade.

c A N T O

35 Atal ſin gli Ottimati ſono vniti Per debellar lo ſtato de i Tiranni, Per toglier gli intereſſ de le liti, Per proueder de gli huomini a gli inganni, Per contrapporſi a tanti,& infiniti, Di noſtra vita, e de la morte i danni, Quegli è'l pietoſo,e l'ottimo gouerno, Che fonda con virtude il Regno eterno.

35 Hor da le ſante leggi il ben comune Viene antepoſto al noſtro proprio bene, A v'arti voſtre dolci,& opportune Lbhore trahete, e'n ftato ſi mantiene, EArtiſta, e'l Cittadin ſena importune Del ſeruire al Tiranno, e ſpeſe, e pene, Lamor de i Padri, e la Giuſtitia hauete, Come al giuſto conuien, come volete.

37. Dunque chi ftà di non caderſi guardi, E de la Libertd ſerui lo ſtato, Conſerui con gli ſpiriti gagliardi uel lume natural nel alma innato, Chel ſuo tener ci sforza; Hor non ſi tardi Dai Capitani, e da ciaſcuno ſoldato, Di por tutte ſue foræe per regnare, Per ſtabilire il Regno in terra, e'n mare. 1 3 Piegarci, ma non frangerci può il vento, Che hatte per ſpiantar noſtra coſtanxa Con aſſedio, con fame, e con ſpauento De' Demonij, e con Guerra honor Fauãza⸗ Debellerem d'Inferno ogni tormento, E ſia mai ſem pre verde la hn Con intrepido cor, con ferma fede

Con conſeruar la Libertade in ſede.

Dal vbbidir nrende:l Dominio forxa, Onde eletto da voi a queſto Impero, Lanimo mi auualora, e mi rinforga, Se vbbidito da voi, di piu non chero, Poiche la vita ahen pugnar ci sfora, E la vita, el vabor prouato, e vero Porrete in man di Dio, ch ei con ſua mano 1 Guerreggera per noi dal Ciel ſoprano. 8

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