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O ben pietoſa madre‚ ella col latte i Ciba il figliol, che caldo vitto imbeue, E, ſe ben par,che da la poppa allatte, La vita de la madre ei mangia,ò beue, Da le materne poppe in licontratte* Non ben purgato il ſangue egli riceue, Latta il bäbin, ſciuga a la madre il ſangue, Ed ella in ben nudrirlo reſta eſſangue.
71 Pin dentro al legno verde,ò ſcora ineiſa⸗ Co' denti ſi fa prouaꝛſe vi èl ſeme, O'il vital cibo,che la mente auuiſa, Creſce fame a la proua ſena ſbemes Non ſi può viuer piuz lalma diuiſa Da l'opre ſue par giunta al bore eſtreme, Si conſiglia partin da tante pene, E ſacraꝛſi al fattor ſuo ſommo bene.
8 7² tanto i Franchi Conſiglier di Guerra
Facean conteſa con gli auuiſi, c hanno,
L'mperator vuol Dace, e ognun diſßeerra
Dal core la ſentenza ſena ingauno,
E ome ſan, che veritd non erra,
Poco? l'acqui fto,e manifeſlo il danno,
Vbbidire al Imperio a lor piu piace,
Che a la Maga; onde lodan piu la Pace.
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II Fe Carlo comanda, ognun dicea, Che ſi mandi il Ribello in mala croce, Non viè legge al Im perio, e la Medea Fa, chel non vbbidir tanto piu nuoce, Quanto ſi mortra ſpreæ o,ò mente rea contradire in fatio,ò pure in voce, E veritA paleſe, e pio volere Del ſaggio Imperator, com&' douere.
74 Si frappone la Maga, a cui Pipino, Come Idolo, il ſuo aſſenſo ha fatto vn Dio, Tanto pin, che! ponor',& il doneino Si crede conqui ftar de!' Alto Ko; Arroge a ciò che egli è tanto vicino, Che ſena ſangue il ſuo certo deſio Porrd in effetto, ani il theſor trouato Facea la Guerra, e lo poneua in Stato.
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75 Si comanda‚e ſi deftal' Hoſle a Yarme, E gli ftendardi a baria ſou ſbiegati, SFuonan le trombe il bellicoſo carme Di hen gexta Pittoria,e ſon gia armati,
Camminan verſoil mar: Sent9 cangiarme,
Aarte dicea, la pita in piu beati.
Giorni, e commeſto il cor da quel furore
Non?⸗ ſe nou di Atarte in Ouerra ardore 6 2
76 CGiunti al'onde del mar fatto tranquillo
Fab'bricand cou le botti vn lungo ponte,
Gia la Fame in Venetia il ſuo geſſillo Spiegato haueua alaſua Maga a fronte, E vi appoſe al ſuo auuiſo il ſuo ſigillo, E lo diede ala Fama, che racconte Gli ſtratij,e'empieta de corpi humani, Che fan Denetia con ſue proprie mani.
77 Dicino era leſercito de' Franchi
A l'aſſediato Kio, quando il Senato, Ei Guerrier forti di patir non ftanchi Con lor ſomma Prudenza han conſigliato Contra la Fame hauer gli animi franchi, Si hanno con lunghe macchine ingegnato In vece di ſcoccare armi lontane Lanciar nel Campo de Franceſi il pane. . 78
eAccortaſi la Fame de lo ſprexxo, Da vergogna cacciata andò al Iuferno, E rifen a Plutone il vil diſprezxxo, Poi ſi tuffo nel foco ſempiterno, Come era tinta di roſſore vn pex⁊o Iimota ftette,e l'humor viuo,e interno Con ſumò'l foco, e reſtò vn fumo, vn'ombra, Che la bocca d'In ferno tutta ingombra.
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Quando ĩ Franceſi da Venetia il pane Vider lanciato in ſcorno,e'n molta capias Altri diceano: O'che ſon menti inſane, O purdiuine non temer la inopias Altri: O virtu di voglie vnite humane Per la Patria donar la vita propia, Di Continena ellaò virtude in terra/ La qual vicer nõ uote Iuferno,ò Guerrra-
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