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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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VIGESIMOTERZO.

3 60 Paßdl marʒ ma in volando vn'ocehiò porſe

Sopra quei corpi morti, e bramdò ecceſſo, Che ſian cibo de i denti, ed indi ſcorſe A Venetia, e ſpargea Phorrore iſteſſo,. Qual ne pinfetno a Tantalò"'occrſe, Hor per le fauci al vno,&d'altro ſeſſo Entyas elaſciala menre eHerrefatta Con ling uuuèciaäta,e facciatontrafatta. 61

Palſa ne le midolle, e ſmerua levſſe, nnd E da le vone il puro fangue imbeue, Debilita del buom ogni gran poſſa,

E Pbumido vital fa come nene,

Et appetiſte s), ma poſcia àſmoſſa

Ogni potenda teſa, e vana elieue,

Pone quaſi Adamante ſopra ilcore

Soffoca il giaccio il cordial calore. 62

Tra le immonditie aleun cibo ricerca; Sgrida vna brama a i denti Hupefatti: Perche ſiate affamati? e non ſi cercaa Il maſticar da voi forſe male atti? Non dai' humore al core, O mia Nouerca Linguas O Potene, doue ſon quegli atti Pronti ad oprar per conſeruar la vita, Ecco la Fame, a ciò vi sfora, e inuita.

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65 Hauea inondato il mar, ſommerſt i 1, E laſſedio keer nennſamae. Ben Per Fame furo i corpi immoundi,è ĩ cani Al cibo poſti, e ogn uno è diuorato; Per le ſtrade cadeano i corpi humani Vinti da inedia, e dal digiuno ingratos Aliri ne l'a cque ad affogarſi 6 visto, Chi di piu dolee morte ſi pa prouiſto. 6.

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De ĩ famelici infanti s'vdian gridi Poiche la madre lor non daua il latte, Perche ella ancor trabea gli ſpirti infidi, Che ſena cibo hauean poppe contratte; Altre per non ſentir gli horrendi ſtridi Si velauano il capo, e vn ſaſſo fatte Sranano per cadere al primo moto

De lempia Faue nel! Delempia Paue ncl lor corpo voto.

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Battendo altri ale porte del Senato Per ben morir chiamauan la giornata, Ond'alto vode il dire: Ogni foldato Vuol morir con la deſtra almeno armata, E volar combattendo a fin beato Del lor martirio; e da altriè improuerata

u Pradenxa; altri dice: Smpio gouerno, Fin huando patirem fame d'nferno?

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Ela Dönna pregnante dicea forte: Miſeve noi, ibe concepimio il parto, Ond'io non renderò frutto al Conſorte, Ch'a morte ilcibo natural comparto,

Duindi cöuien, che vn morto in ſeno porte, Polche ſaupue non hoô ma tuttoò? ſparto per diferto del cibo in ombras e'n fumo Col concetto figliuolo, abi mi conſumo.

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Aca quella aſtuta, e pin crudel matregna Arroſtito ha'l ſuo figlios&h doue il celi, O eruda madre, di ſgliuoli indegna? Mira; come a l'odor cotto il riueli Quel, che nel ventre tuo celaſti pregna, Partiti a tormentar quei piu crudeli Nel'mferno, che te maggior Tiranna De Tiranni il tuo erer enpin condanna.

Quando, ecco l aria riportar lodore De la carne arroſtita a gli affamati, Che corrono, ò pur montano in furore, Ond hauno corpi humani diuorati; Abi Fame, che pin brami il tuo Auoltore Spirto cibar eu cibi piu ſpietati Non ben ſatia di ciò fa, che nei ponti De' corpi morti ſian coſtrutti i monti.

69 Da lhovrido ſpettacolo faggiti Sono gli occellt, i peſti tratti al fondo, E Paria altro non ha, che gli infiniti Atomi, di cheil Sol ue ciba l Mondo, E tutto ciò, che viue, ha qul ſmariti Imoti, e immota ſid la tetra in pondo Non frutta he⸗ bennon porta con radici Cibo pe' auuiuar quegli infelici. O ben

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