Aanda il parto de l'odio ſuo cocente,
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CANTOVIGESIMOTERZO. 1.
Var fredda neb ☛ bia don gran-, NSp Foco pregna NTuona nel parto- 9- rir ſaetta arden-
De Ietedden Fa Guerra a iĩ mõ ri, e le valli non
2 degna,
Reſiſte alduro, abbaſa lemineutes AAMA Atartè cos) nel ſen freddo K deena,
Con chi contraſta piu sppone, e pugna, Vccidenabbatte:fuga, aſſorbes eſpuguæ. 2.
Da barche armate ciura era la naue Di Marte co' Giganti aſſediato, Tral'arme, e lacque uel nauilio graue, Con el gran peſo in mez&o il mar turbato; Lo ine ſperto Nocchier l'onda non paue, Ma con tutta ſua foræa, benche armato, In van ſi affanna, e guerreggiar non gioua, Cbha ſopra d hafte vna tremeuda pioua.
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Quando manca il poter, creſce lo ſdegno; Dunque, grida, nel mar ſon fatto ſcoglio? Si minaccia dal Gielo vn fin s) indegno A Atartete! mar pᷣſume vn tato orgoglio? Non ci mouiam Giganti? a Taltro Regno Varcherem noi ſommerſi e piu mi doglio, Che quaſi augelli i Veneti in paſtando Contral Aquile ſtanno in guerreggiando.
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a che ponno quelle hafle? ecco ſpuntate Cader nel mare, e non ci mouer Guerra, Aa piu ſdegnar noſlre alme aſſediate In s angufto del marꝰ, e in poca terra; In picciol legno l anime legate Disꝰ poſsenti braccia? hor qul ſi afferra (Cid detto) ad vna barca piu vicina, E la gira, e la rende a la marina.
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5 (osa immoto ſi laua, e preſſo vide aella Veneta armata trioufaute, Prender porto in Tenetia,æ poi ſorride, Fugge ale tanel Angelopreitante, Vinto èl Leou dal glorioſo Alcide, E che fard con AMartese diſſer O quaute Nel lor ritorno le allegrex&e ſouo, Come ſe foſſe di Vittoria ſuono. 6
Non trionfoò piu Ceſare,ò PTompeo, Non Craſſo,ò Tirosò Silla il Dittatpre, Non Duuid del Gigunte Filifteo,
Come Angelo in Deuetia Imperatore: Sli fu eretto da gli Angeli trofeo
De i vitij vintie chinſi ne lihorrore, Cowe da Flegra al Cielo il grau Tonante Tornò vitrorioſo, e trionfante. n
7 Ala, ſe qd'ariae! Sol ſi raſierena, Fe il core'allegria l auima ingambra, Se nide il ſuolo,e l'ariud piu ſerena, Se da ſe il core il mal patito ombra, Toglie la ſpeme ogui ventura pena, Se da la Guerra, e da la morte l'ombra Diſpare, eſi apre agli occhi vno aureo gior Degno trionfo dè d Angelo al ritoruo.(uo, 2
Ecco,o Venetia, il tempo aſſai felice, E giunto il fin de gli infniti danni, Ferma l'ancora, e fonda la radice De la Vittoria tua, cedan gli affanni: Ecco! Angelo tuo,come Fenice Di virtude in virtù rinouar gli anni, Ecco l' Angelo tuo, che in alta Torre
Poſto al hu de ſuoi mali hor ti ſoccorre.
5 (ontempra il duol colꝑran piacer, che ſenti, Eccol' Angelo tuo gaudio verace,
Apportarti dopo gli aſfanni,e ſleuti,
Eccolꝰ Armata ſcompigliata giaces
Vintaòè Deuere Maga,eccoi tormenti
Cãuerſi? degni gaudij, in Gloria, ein Pace, Reftal oltimo houor di tua coftana Per VittK ria goder, pe Ieuerana.
O fidi
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