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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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CANTO VIGESIMOTERZO. KARGOMENTO.

Giunto in Venetia Angelo, e riceuuto trionfante come Capitano Genetale, perche Marte ſtaua per sbarcatè nel Riuo alto, ſi oppone contra di luii, e di ſuoi Giganti. In queſto mentre venne vna inondatione del mare per opera delli Demonij, cioò

di Nettuno,e d'altri Dei Marini, ſi quali ſi sforzanano di ſommerger Venctia.

i inuitato Angelo da tre huomini in vna barchetta perche andaſſe con eſſi loro contra la inondatiohe, e la tempeſta del mare; egli andò con eſſi tre, e vide, e vinſe con ſi tre Prorettori San Giorgio, San Nicolò, e San Marco tutta la turba delli De- monij; delli quali ſi fa ſa diſcritrione, come di Nettuno, Droteo, Nereo,& altti Dei, e Dee Marinc, li quali tutti alla preſenæza delli tre Santi, e del Capitano, con vna Croce apparſa nel Cielo fugęirono, e ſi dileguarono da gli occhi.

ber ſegno della Vittoria Angelo riccuè vno Anello da San Marco, onde egli narrò il fatto,e moſtrò al Senato il ſegno della Virtoria-. 1

Si narra ancora, come la fame patti da Chiogeia douè era ſerrata con PAuaro, co- me di ſopra fu detto,& andò, comancata dalla Maga, a Venetia, doue fece ſtrage grã- diſfima neil'aſſedio; ma fraucamento li Venetiani ſopportauano per la difeſa della Libertà ogni patimento, e per moſtrare la loro coſtanza, con certeimacchine lancio- rono nel Sampo Franceſe moltò pane, della quale opera molco ſimerauigliò Pipino, elEſfercitotutro. NeArnM u e

Nel Campo Franceſe comtendeuano, perche altri voleua far bace come comanda- ua il Re Carlo, ſaputa la ingratitudiine del Ribello, altri yoleuano far giornata insu'l Ponte, onde il Re comanda, che ſia fatto il Ponte,& che ſia fatta la giornata, ſperandò certa Vittoria, e di ſoggettare la Libertà delli Veherianii(. G

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