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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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Vna Baccante, vn Satiro, vn Giacinto, Che fu diletto gia de Vempia Maga, Ma Enon la ſchiua, e come haueſſe vinto, Con Alcide va innanzi, vrta, e la piaga Rinoua a Giorgio,& ha Dioniſio eftinto, E fa ne i Venturier s graue danno, Che impauriti per fuggir ſi ſtanno. 121 Quindi il neruo maggior del Hoſte tutta, Che per ſoccorſo da Venetia hauuto E fatta formidabile,& inftrutta, Con arte militar riporta aiuto: Come par dal grande Angelo condutta, Hercole ſpinto in dietro òè combattuto Francamente da i eneti non cede, Hor ſi ritira, bor minaccioſo riede. 122 Quiui con duraHe vicendeuol ſorte Si combatteua, e Bacco,e le Baccanti Imperueꝛſate con furor di morte Cou nude membra infra gli armati tanti, Pugnano a caſo con nodoſo,e forte Legno, e con roſſi,& horridi ſembiauti Rireuean maggior danno, e poſcia ſcorno,

AMentre ai lor Baccanali fan ritorno.

123 Scome in poca flima il viuer s habbia E'yn ſopra laltro eran calcati viui Dale Venete ſquadre, el cor Sarrabbia,

Che veggon del lor ſangue ingorgar riui; De larte indotti in ben puguar con rabbia

Oli Idoli inuocan vani, e fuggitiui, E braman piu nel lor furor morire,

Cbe dal viſo de i Veneti fuggire.

124 Qul de i Giganti il bellicoſo ftuolo Colpi ammirandi, e fan famoſe impreſe, Ma Duce lor ſi mofira in Guerra ſolo, E ſbiantar l'alte Torri a terra ſteſe, Stender le moli ne l'anguſto ſuolo, 1 Ceſare il Venturiero ardir ripreſe, E Carlo,& Aleſſandro con Alcide, Che enetian di la fuga,& vccide.

O A N T O

(orre Camilla al maggiore huopo, e ĩpiaga Giunge Hettorre, Artemiſia con Camilla,

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E poſcia al fianco i Venturier ſon volti In fiero aſſalto, onde l'ira sfauilla

Da gli elmi fuor con ſpauentoſi volti; Stretti gli vni con gli altri uon diftilla Sangue da le ferite, ma riuolti

Al ferire infiammati non cadeua

Lhumor, che l'ira tutto a ſe il trabeua. 126

Limpeto di quella Hoſte audace è tanto, Ohe i vincenti reſtar laſſi, e feriti, Combatte Acchille formidabil, quanto Hettor con fier duello,e ftretto vniti; Ed'emulo valor l'eſempio, el vanto Acceſe gli altri a guerreggiare arditi; Anugelo apparue lor, come dal Cielo,

Agęgirar con ſue man fulmineo telo. 127

xdeano ĩ men gagliardi,e li piu forti Con ritirata vile, à ſi combatte, E ſon fugati,ſe non preſi, è morti; Cerbero a quegli ſcrida: O genti matte, Oue fuggite voi? voi male accorti Di venere Guerrier, ſquadre disfatte Ecco il trifauce Cane,a queſta inſegna Trema pluton, quando ei latra,ò ſi ſdegna.

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Fermateui ſoldati, hor lo Stendardo Gia vi chiama a raccolta, a voi ſi ſgrida, Voi che fuggite; E quale è'l piu gagliardo, Che di Cerbero al'ombrala Hoſte gfida, Al cui latrar qual Veneto codardo Ei non fard? ma che ſi fa? ſi vccida, Voltate, o coraggioſi, e la conteſa

Voi ſaſtenete meco a la difeſa. 129

Aqueſto dire vn gran fendente arriua

D'Angelo,che parea recarne il foco,

E tagliò! braccio à Cerbero, e poi viua(co;

Gui a la mano, el braccio al mortal gio-

Cade il gran Cane,e!' Hoſteè di gia priua

Del veſſillo Regale; ognun da loco

Al ferire,al vrtare, al corſo,a morte,

Che de i Deneti in man fattaꝰ conſorte. Se