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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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259
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Angelo all bor, che per la Patria pugna,

Pha fta ehudel*ipata eon lo ſtudo,

Pauti Jatan ſucceſſe in ſuo gouerno, Comando in Gratla, che n'vſciſſe Srode, Ei Neroni, e le Sille dal' inferno,. Che ammirino in coſtui la infernal lode,

Onde a deſtar nel core odio fraterno

Meſcan le Furie da le porte fuori Allegre di veder maggior furori.

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Onde eſpone la vita a ſua ſalute, S'imbiaucò in faccia,e nel ſuo core eſbugna Lodio, ma quello ſpron di ſua virtute, Ch'abhorre i vitij, s' la mente oppngna, Che per la Pattia al hiu ſono perdute

Veſo il fratello le ſperange,e lira

Giu ftamente lo flimola, e lo adira. 112

Edice: or vd pefle mortal d' Inferno, Eſſer cõntra il Ribel di Pietd ignudo E'di vera ginflitia vn pio gouerno;

Qu) lanciò vn dardo,che vibrando crudo Non paſsò a voto, ma Furia d' Auerno Scherm per lui, che non caddò egli morto, Oude allungò la Ouerra a ſuo diporto.

1 13 7 pio ftatel bafl moſtrarne ſegno, Cbhe ei Ciuſtitia difende in Ouerra giuftaz

Cocl a la hatria,& al ecceſſo indegno

Si frappoſe virtù ne campi auguſta, Edai primi il fraterno,e pio diſdegno Eu eſtinto in parte, e fu ſtimata ingiuſta La gioſtra tra fratelli, e Dio fo vn lampo Cader dal Cielo a minacciarne il Campo ·

1 14 la le Furie, che attorno iuan volando,

Seminan fra gli eſerciti gli horrori, Se diſtornaro èl vn, vannò inſpirando

Sete di ſangue, e a'odio, e d'altrt errori,

Si che d'ire gran fochi ini adeſcando Fomentauano gli odij. e li furori Iuide, che piu poſſa ardir mortale De fratei, chel furor loro infernale

vIGESIMOSEBCONDoO. 159

7 110 115 (ammoſſo al grande error Angel Cuftode Alcide ò primo)che di atarte hall loco, Queipche de Venturieri tien lo upero, In guardia de la Maga al vile gioco Si trattenne per forXa, hor vions altiero- Compare in Guerra horribile con ſoco, Che fin da l'elmo n'eſce horrendo, e fiero, Tratta ei la Claua,e fa le Erculee proue, Ell ſuo eſercito inanima, e commoue.

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gyrò Camilla, che ſi oppoſe a fronte,

Chera d' huopo iterar la pugna a lato, Se ben di Donna ſou le impreſe coute Npebbe dano improuiſo?e inaſpetratos(te

4 Alcide pugnase par, che'n rabbia- D vergogna, e diſdegno arſo, inhiämato, Onde l'eſtreme angoſce ei porta in mano, Achi non ftd da le ſue man lontano.

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P'Erculeo Enone i Venetiani ancide,

Doue Camilla inuitta i viti; abbatte, AMa in pngna aperta il glorioſo Aleide Par, che gli huomini ſueli, oue ei combatte, Qul' Adriano Peneton' vocide,

Si frappone al periglio, oue disfatte Parean ſue ſquadre, e i fuggitini arrefta,

Onde Hercole i nemici, e batte? e infofla.

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C(addè'l hel Venturier Flaminio morto

Dale mani d' Alcide, e parue vn fiore Inciſo da la falce,ò pur di ſtorto, De l'elmo l'oro in lui rendea ſplendore,

Pu in Aricco armeggiar viſto di corto,

Credendol Venturier d'alto valore,

portaua chioma hionda, e hipartitae,*

Ma in mexzo la diſciolſe vna ferita. 119

Tadeo ſi moſtra Venturier ben degno,

E ſi affronta,& vccide, in varia ſorte,

Giocò, quanto di buon tenea il ſuo Kegno,

E reftò incitrice lempia Morte;

Poſe la falce a la radice, al ſegno,

E recidea la vite, e radea forte,

S) che a ſe lo tirò qual fior, che langue,

La eita ſi ſpiantò dal corpoeſangue: Xk 2(orre