Druckschrift 
Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
Entstehung
Seite
257
Einzelbild herunterladen

. 90⁰

Corre a le ſpalle, vrta il Gigante, e piega Le ginocchia, quai baſi al alta Torre, Che dio la ſcoſja, onde tal mole nega Di ſolleuarſi preſto,e ognun concorre, E Sanſon lo afferrò, quando altri il lega,

Sulmon co' denti di Cinghial diſcorre Hor qud, hor la, la teſta ad altri ei morde, Ad altri il braccio, ò pur la man rimorde.

91 Pietro more, che'l cerebro gli paſia Morſo crudel de gli arabbiati denti, Refla ftꝛoppiato Arnaldo, e la man laſſa Moro,& il naſo Aluiſe, perche lenti, Et arditi in legar corporea maſiu, Quale Orſo ne la rete con pungenti Artigli sbrana i cacciator d'appreſso, E rompel hafte, ei ferri, el'arme ſbeſſo. 2

5 Con le funi d'vn'ancora legato Al fin ſi rende, e di morir pauenta, Se non che inuerſo a Dio piu imperuerſato Con la lingua beſtemmie horrende auuòta, Lo ripongono viuo, e infuriato, E con baftoni ira altri fomenta, Col ferro il morſo altri ripone in bocca, Ond egli il ſuo venen gorgoglia, e sbocca. 3

9

Va mille occhi è vallato, ond'altri dice: Que fliè quel crudo ſpirito a'Inferno, Cbe a l'enetia portò ſtrage infelices Altri? O vedete, che(ſe io ben diſceruo⸗) Non può ferirlo vn' haſta; altri ridice: No, ch'ò lauato nel lago d' Auerno, Aa d' huopo è lor laſciar la merauiglia, Oue Marte è in furor!'Hioſte ſcompiglia.

E venti al paro concra ihier Giganti Con Marte irato in ſanguinoſa Cuerra Raſſegna,& vrta, bora trapaſſa inanti, Nor ſi ritira, hor fere, hor forte atterra Frapponendo lo ſcudo a i her ſembiantir Angelo a tempo,& vna ſquadra a lato Marte fan ritirar ne loleccato.

VIGESIMOSECONDPDO. 257

95 La Maga in mezxo in sul corſier correua, Hor:itraheua i paſſi,e ben s'auuide, Chell Sagittarioſuo Cintio ſoleua Saettar di lontan, ma in vano vccide, Che al deſiderio ſuo non riſpondeua Tre volte, e ſei con le fatali, e fide Frecce d' Inferno n'atterrò le ſquadre, Na vccider gia poteo col figlio il Padre. 96

Perch Angelo,& Hettorre in mexxo al Quai fulmini ſpariuan di repente,(po, Anxi le ſpade folgorauan lampo,

Che atterriua lo eſercito poſente⸗

Venere al Re v accorre, e ne lo ſcampo

Gridar, pianger, tremat' ella ſi ſente,

A le querele ſue vi aggiunſe Amore

Nel Ne di lei,la cura èl gran timore. 97

Alei parue però nel Campo Franco Doue Pipin nel mezxo alto riſiede Non vi eſier Morte s attaccata al fanco, Doue vnito l'eſercito ſi yede,

Che fa ſortite, e non guerreggia, ond anco

Cold ſcorge Milon, che egli prouede

Ai proęr eſſi di Guerra, ma tardando

Scaccia il nemico, ogn' bor terra acquiſtãdo. 98

AMercè a quel Cornod Agenorre inſirutto, D Barhara n'auuiſa ogni ſoldata: Quefli dl Liberator; Hor ſia tal frutto Damicitia real, non vi ſia ingrato, Ch'oſi sfidar Milon; loſquadron tutto Staua su le difeſe,e ſempre a lato La figliaal Padre ridicea: Ben degno E quel Campion de la Coronase! Regno.

5 94 99 Se non che in vn ſquadrone ettor ſi ſerra, Se vedea volteggiar corſier col freno

Per ſua natura tra lo ſpron reſtio,

E in picciol cerchio accorlo, e ſe non meno Scorgea vibrar dal braccio il brando pio, Cire in atto a incontrar riſtretto appieno Ne l'arme quadta, ò qual ſoldato rio, Che pugnar contra ſi arrogaſſe ingrato Degno lo ftima di Coronaꝛc&tato. XKk e