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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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VvIGESIMOSECONDO. 70 A quel grido ſpietato, al colpoſiero

Cli occhi d ambho gli eſerciti piegaro

La viſta a riueder, come da vero

L luferno foſe alui ſchermo,ò riparo: Ei Iette ſpirti a l Erebo ſeuero

Fvniſſero in hattaglia a paro a paro,

O parue legion di Furie vſcire Tra gli Spoſi,e con Erebo ferire.

71 Aul ſi pud dir, che tral amore, e lira Non eutraße a la Donna in cor paura,

Aa il ſuo Hettor formidabile s'adira, Quautoò maggior periglios ei men ſi cura; Oade agloria maggior tanto egli aſpira, Quanto piu di ſua Spoſa ha fida cura, Pronto eęli ſolo a ſoſtener l'inuito

Del Erebo tremendo,e di Cocito.

72 1 Tra il dolor', e l'ardir quel fiero Moſtro

Imperuerſato, arme diuerſe impugna, Con ambe lunghe haſte egli moftro Lanciar e rilanciar con doppia pugna, Chvnane lelmod Artemiſia il roitro Spunta volando ſopra il capo, eſpugna Laltra Hettor con lo ſcudo, ond' ella ſma- Allatol armatura, e paſſa, e taglia. lia

*.. 7 3 eArtemiſia ſtordita caddòè a terra,

Onde Hettorre a quell&rebo ſi auuenta; D'iterato ſplendor lampo diſſerra

Quel brãdo, che aggirato ande, e ſpauentas Sotto lo ſcudo ſtretto ei moue guerra

Al nemico, e lo fere, e lo tormenta,(gue, Che ĩ dieci piaghe hormai ne ſbarge il- E dal colpo in vn'occhioo.

Foſſe vergogna, od ira,ò pur l'amore, Col nemico languente ella Saffronta Col brando, ch'è girato dal furore,

Fora piu d vna vena,e pre fta, e pronta Nel ſangue del nemico il ſuo timore Eſtingue‚e ſmora; Ereho allhora cade, E incita! Hoſte a fulminar le ſpade.

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Non pays che tutta l aria intorno bafte A capir de gli eſerciti i fulgori, De gli aꝑgirati dardi,ò pur del baſte, TLira gli accende ai bellicoſi ardoris Le voglie di veudetta ſon piu vaſte, Dou'd Demogorgon'odon rumori De le tre Furie,& un ruatar de denti, Come foſſer daunati ne i tormenti.

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Aorte de' figli, e de i nepoti ei n'ode, Arrabbia di dolor, poi preme il ſuolo, E fo rremarco' piè le fernee,e ſode porte infernali, el vno, el'altro Polo: Vniſce I Moſte a loro eſtrema lode Per ſlermiuar dal cor laſbro ſuo duolo, per vindicar le ſue hen note offeſe, per iſpiantar lenetia,&3 dir ripreſe·

77 (be ſperate,o mia gente t e che vi reſta Da inuigorire il cor? ſe aſpra la morte De' ſette figli, e? Padre ſi mole ſta A voi vendetta, a noi duol non apporte? Ap vendetta? Qual ſia di voi, la teſta Di quei mieidiali, che mi porte? A queſto dir velaro il Sol gli ſtrali, Svdir gli ſtridi, e i gemiti infernali. 7⁸ Tal conteſa tra Auſtro,òè'¹ Borea venti. Fu viſta in ſoſtener ſereno,òl' acque, ualbora in Guerra eſerciti Oprar sh/che di ſangue piog gia nacque, Ond'vn chiaro ſplendor tra ſiamme ardenti Col girarſi le ſpade a gli occhi ſpiacque, Qul freddo Boreal alme ire al ſereuo, Fa mezxo il corſo congelarſi almeno. 7

74 75, Non fu tarda Artemiſia, in furia monta Qul Camillaco i forri Venturieri

per fianco moſſe a iſier uemici Guerra,

Tal cõparue, che Martese i gran Guerrieri

Fece tremare, ò pur cadere a terras Quindi Angelo al furor d'buomini fieri Foppoſe,e quei caccid viui ſotterra, Conquaſsò, conculcò tra i morti i viul, Stando immerſi nel ſangue i emiuiui.

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Tronco