Druckschrift 
Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
Entstehung
Seite
253
Einzelbild herunterladen

La giouentà pugnace vn'alta lode

vIGESIMOSHEOGCONDO.

75 Iyeneti emulando il Capitano,

.*.. 1 J0

Si vider de gli ftrali vn folto nembo Incontrarſi per aria, in aria acceſi, Abbruciarſi i cimieri, e!aureo lembo

De gli ſtendardi in alto Ciel diſteſt,

Si ſcorge, che la Morte s'empie il grembo Darmi, per donar morte a chi gli ha teſi, Gia uel Campo Franceſe il deſtrier batte Lexampe, e gir s'affrettasuà ſi combatte. 3 1

5 Il furor non disè loco ad altro inuito

Dele trombe, ma ognun pugna sfidato, L'un con l'altro nemico èn Guerra vſcito, E ſi paſſa, e ſi incontrae ſi vrta al lato, S'affrouta vn corno contra l'altro ardito Entrambi il ferro,el armi d'ogni armato Mandau ſuono nel'aria,&l furor creſce Quauto piu il ſangue col furor ſi meſce.

Iſoſpir col gridar non ſono vditi Il dolerſi, e'l ferir, l'ira col duolo, Irumor dal furor ſono impediti, S'ode il combatter d'vn con l'altro ſtuolo,

Che proprio è ſuon di Guerra, e da quei liti

Caume intondò fral'vno,e l'altro Polo,

Per ciꝰ ſi arreſta il Sole, e'l Ciel vingõbra Di rai, di pi, hor di ſplédore, har d ombra.

53 Angelo primo feritor fu uiioo

n fulmine ſcoccò fuor di ſiee mani, Contra il Jatiro Pane a pena auuiſto, Ch'apr la folta ſchiera deꝰ Siluani, I Capripedi aduna al ſuon, che è miſto Trail morir',&l penar con gefii ſtrani, Tirſi ſbez xati,e le tagliate corna Mira ei cader; poi girase paſſa, e torna. 54

Diede al primiero colpo del lor Duce Poiche Angelo gridar', Angelo s ode

A terror de' nemici vſcito in luce;

Ben ſi auuide la Aaga, e cor ſi rode

Rammentando la Guerra, ch'egli adduce

4 i Duci ſuoi, graue nemico a lei,

C'habbia fauor da Dio contra i ſuoi Dei.

COh'a cenni impera, e con le man combatte, L' Erebose i ſette figli a mano a mano Incontran, che venian le empie ſchiatte, In quel ſeme infernale,& inbumano

Par, che ancor la ſuperbia il core allatte He i ſette figli, ondel ardir, la fora Lanima irrita, ei duri cor rinforxa.

56

I bellicoſo ardor lampeggia in faccia De li piu arditi, el cor bolle racceſo, E da gli vsberghi fuori ognun minaccia, E foco ſpira dal furor ripreſo, mantici di cui ſono le braccia, Chell ferro raggirato han tutto acceſo. Onde vſcita la Morte al reo ſplendore, E le vite rapiſce, e indura il tore.

57 Dale Parche lo ſtame non finito

Si ſpexa,e non ſi aſpetta,ò fiore, ò fruttos

Herttor guerreggia fra quei primi ardito, Artemiſia al ſuo Spoſo emula in tutto: Animo a ſuoi, come a nemici inuito

Fau de la crudeltd, c han loro inſtrutto Non anco a perdonare a quel Cupido,

Ohe ne i lor cori tien sa dolce il nido. 8

7.

Il gran Sergente ſette volte,e ſette Auuenta laucie, e ſtrali, aggira'l brando Co' colpi a terra vn ſopral altro mette: yolta Hettor contral&rebo in paßando. Come ammirò ilſembiante, ei fermo ſtette, Quindi vn'ombra di morte in ſaettando

Fare, che a Venetiani il danno apporte,

voi gli vceiſe il Rixliol nomato Morte.

59 Non ſi ſgomenta il pio Campion dal viſa

Ve flito a doppio di colandi morte, Si incontra col fratel, di thi haue vcciſo, (Quftode ò ognun de le inferuali Porte) Queſtod Caròu, che lui fece vn ſorriſo, Come al reo par, chel manigoldo apporte, Sdiſſeꝛ Il mio fratel da me n'aſpetta, Morte imbianca il tua volto, ecco vẽdetta. Lo