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42 Aa la confuſion desflò paura, Bisbiglio, e tronco dir nel Campo Franco, Mentre queili fuggian Maſtro,ò figura D' horrida morte fu lo ſproue al fianco; Chi dicea, ſon fuggiti, abime ſciagura, Libeii i gran prigioni, bor ſenæa manco Vengono a depredar le noſtre vite, Par, che Dio gli accõpagni, e! Ciel gli aite. 1
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La Fama in tanto il gran veſſillo ſtende, El ver col falſo in vn confonde, e meſce; Ecco qul Hoſte, e'l cor triſto ſi rende, Venetia è tutta; vn'altro piu n'accreſce,
Anzi dal Cielo vn' Angelo contende Combatter contra noi, perciò m'increſce,
E giura quegli, d eſſer nato- Qmorte, Altri grida, fin quando apri le porte?
CDA N TI O291 N
Di qua, di la girando gli ocebi acceſni, E conſapeuol de lorcorſo ſtempio II Re fu vdito maledit gli inteſi Amafi, e deteſtare il malo eſempio, E moſtrò ĩ ſegni del penrin paeſ Se von che Amor cõtra lui crudo,& em pĩo Defiò per la paura de la Mtaga Nel Re paura ui mal fin preſaga: 46
13 12.
Ben tre volte al fuggir de la ſua amante Fuggios ſi tinſe al ſuo pallor di bianco; Onde ognun con ſilentio, ò pur tremante Al maggiore huopo cinge l arme al fiancos Poi ripꝛende il ſuo cor? Doue ſon tante Figure di portenti al Campo Franto? Edite voi le trombe al'arme,a l'arme, Scaccia i timori il bellicoſo carme.
4². 47 Dieni, e m'aſcondi nel tuo abiſſo horribile, Ricorre al&e la Mdaga intimorita, 0
LVidi il portento ſpauentoſo, e triſto, Poi diſſerrarſi il Ciel con tuon terribile, E'gli Angioli venire in Guerra ho visto; Soggiuuſe laltro: Anzi danno indicibile, Non ti parue mirare il Campo misto D'vn mar di ſangue,& alatetra vnirſi, Ani al noslro fuggir quaſi, che aprirſi. 43
Rende terrore il dir, ſono innocenti, Poi dannanole Maghe, e'n ripenſando, Che guerreggiano al toto con poteuti, Le leggi de la Pace conculcando; O Guetra ingiuſta con gli ſyirti ardenti Di vana ambition Regui cercando, Altri tardo pur S'arma, annuncia in fine Progreſſi infauſli,& certe a lor ruine.
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Se da altra parte i Paladin ſi anno Deſti al'ardir de'inclito lor ſangue,
La Magave quei, hã teſo il graue ingãno,
E gli infami lor Numi han viſo eſangue,
Pauentan certo, G eminente il danuno, Ciaſcũ nel proprio oblio ſi imerge, e lague, Aladi Franceſi vorrian morti, e ſconfitti
II Ke,la Aaga, di cui ſau delitti.
Ma con Regia altereæa il vanto ſpiega, Taln'attende fauor ne la ſortita, Chequãdo Marte, e l iofle ſua diſpiega, E dal ſegno di Guerra, la ſua vita I'utta ſi affida a lui, ma lo riprega, Che l'eſercito Franco non ſi moua,
Cbe a lei pin oſfeſa il vendicarſi gioua.
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Riordinan le ſquadre, e duo ſquadroni Iu duo diſtinti eſerciti ſon moſſ, Di là Milon coi Paladin Campioni, Di qud la Maga co' ſuoi Dei commoſſi, Poi Marte in Guerra inuita a le tenzoni, Si ſbie gan gli ſtendardi al vento ſcoſſi, Gia, gia le trombe in bellicoſo tuono Dã ſegnoal' arme, e de la Cuerra il fuono.
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gial'vhoe laltro Campo a fronte venne: Son le ſquadre ordinate in ftretta ſchiera, Onde il ſuon di tamburi par, che accenne, Che ſoruoli ſpiegata la bandiera; Che ſi ſcocchin ſaette,e Marie diènne Per ſegno del furor voce guerriera, Sotto trema la terra, e in aria i gridi Fan rimbombar col Cielo,el mare, ei lidi-
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