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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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251
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6,

3 Ripigliò il dire, e da faconda vena

. 3 ²½ O magnauimi, quautoul pre mio ò caro

VIGERSIMOS EBCONDO. 25 3 A queſto dir ed Angelo a quel ſuono

Del grau nome temuto, e iuſieine amato Di pietd voce a tra i ſoſpiri vntuono S& vdia d aman fomme ſo,& iteratos Si chiedea delerror grato perdonas

Da chi gia contra lui u' ha congiurato.

Che al deguo Imperio ſuo,(ma v³ν⁸'ha op E danatolo a morte al mare eſpoſto.(eſto,

Correan da lalma bocca le ſue vocii Quad breue ſia il mio dirs che'n Ciuerra a pe

A furano il parlar lhore veloci;(ua

Il ucmica Td afronte, el ofteò piena Di Gigantisi e di Mogbe empie,& atroci, Schierata èl noftro(apo,e creder voglio, Qual matfrema il nemico, hor ſia noi ſco- (Llio.

Dop0 le penc in beu puꝑuas ſoffertes Il giouane ipin sarrage al paro

HPuoya ſorte,& axdin di glorie incerte,

Quai Uittoric ĩ Guerra; Hor ſi otraro Cõtra noi Alaghe, e veſoi Frachi aperte Impreſe a la Tiitoria, ma la Naga

D'aluro pius chad'amor nou fu mai vaga.

Re felici digerin non ſanno

Eelicitd, di chell lor petto è pieno,

E huò fortuna in fabbricare inganno Wincer, ma non ſi pnò tenerla a freno, Se graue,& eminente uon è'l danno; AMa la ragioue in guerreggiar non meno Con arte militau pins ebe la forza,

Fahto di ſua fortuna eſſun ſi sforga.

.. Eibidinoſa funia imboccail morſo.

A la ragion, quando slinueſta,e gufla,

Lhuomo di Donna vagos onde a Lian coxſo Corre per tontuoſas e ſlrada an guſta;

Eon miei fedeli a noi fofte in foccorſo, Siam da Dio liberati, peiche giufla

E la hoſtra difsſa in Cielone'n terra,

Gĩu ſtilima da noi preſa è la Guerma.

31: ILa terra, che calchiamo a noi ben nota,

Come di voi miei fidi in tante imapreſe

La virtude, e la for⁊a non mi è ignota, A paute id vi ho prouati, ecco il paeſe, I Cielo è uoftrose cola' mar diinota, Che Adria uoftra Patria a le dufeſe Di Venetia vi eſorta⸗uſir diſciolto

Da gli occhi ardir, parmi vittù dal volto.

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3 la vil turba, al numero infiuito

De ĩ falſi Dei, de i tanti vitij, a Hoſte Per l'innato valore ognuno ardito Sopporrd con virtudi al vitio oppoſtes Le voſtre beroiche ĩpreſe, e cbiamo, e uito, Che a lo inſpirar di quelle altris accoſte Ad Agenorre, Hettonre, altri a le Donne, Cbe in forteXa, e in patir fono colonne- 7

3

Linſolito valor, Iiuopinato

Soccorſo,&l nono eſereita al nemico

In su le porte fino a lo fteccato

Portar Cuerra,e deſtar noſt ro odio antico, Di repente aſialirlo, eſſer rinato

Angelo Imperator tolto da intrico,

Da prigion, da magie, dal empio Iuferno

A vittoria ci eſorta, a nome eterno.

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3 8 Suonino hormai le trombe in Guerra aperta

Coraggioſi, e improniſi al primo aſſalto, Che a noi qul aſſalitori è ſbeme centa D'abbaſſar gli aſſaliti da quell alto,

Cbe ſi tenean di buona ſoxte incerta, DijRde rauſi d'eſpugnar Riuo alto, Quaudo vedran, che'l fulmine lon tocchi Fulmiuato da i uoftri, Dor ferri, bor occhi.

39 Qul fu veduto dal ſuo volto vſcire nuerſo al Ciel raggio, ò pur lume erraute, Quel confortò, quel confermò ardire Na l'animo del Eeneto coſtante; Se non che attonno il capo par ſi gire Di ſplendon la corona trionfante,(oro, uindi aiftoò da ogui huomo il raggio d- Qual tia gli Augeli forſe il pailar loro. Ii 2 Ma