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3 1½ Ripigliò il dire, e da faconda vena
. 3 ²½ O magnauimi, quautoul pre mio ò caro
VIGERSIMOS EBCONDO. 25 „„ 3 A queſto dir ed Angelo a quel ſuono
Del grau nome temuto, e iuſieine amato Di pietd voce a tra i ſoſpiri vntuono S& vdia d aman fomme ſo,& iteratos Si chiedea delerror grato perdonas
Da chi gia contra lui u' ha congiurato.
Che al deguo Imperio ſuo,(ma v³ν⁸'ha op E danatolo a morte al mare eſpoſto.(eſto,
Correan da lalma bocca le ſue vocii Quad breue ſia il mio dirs che'n Ciuerra a pe
A furano il parlar lhore veloci;(ua
Il ucmica Td afronte, el ofteò piena Di Gigantisi e di Mogbe empie,& atroci, Schierata èl noftro(apo,e creder voglio, Qual matfrema il nemico, hor ſia noi ſco- (Llio.
Dop0 le penc in beu puꝑuas ſoffertes Il giouane ipin sarrage al paro
HPuoya ſorte,& axdin di glorie incerte,
Quai sõ Uittoric ĩ Guerra; Hor ſi otraro Cõtra noi Alaghe, e veſoi Frachi aperte Impreſe a la Tiitoria, ma la Naga
D'aluro pius chad'amor nou fu mai vaga.
Re felici digerin non ſanno
Eelicitd, di chell lor petto è pieno,
E huò fortuna in fabbricare inganno Wincer, ma non ſi pnò tenerla a freno, Se graue,& eminente uon è'l danno; AMa la ragioue in guerreggiar non meno Con arte militau pins ebe la forza,
Fahto di ſua fortuna eſſun ſi sforga.
„„..„ 3½ Eibidinoſa funia imboccail morſo.
A la ragion, quando slinueſta,e gufla,
Lhuomo di Donna vagos onde a Lian coxſo Corre per tontuoſas e ſlrada an guſta;
Eon miei fedeli a noi fofte in foccorſo, Siam da Dio liberati, peiche giufla
E la hoſtra difsſa in Cielone'n terra,
Gĩu ſtilima da noi preſa è la Guerma.
31: ILa terra, che calchiamo a noi ben nota,
Come di voi miei fidi in tante imapreſe
La virtude, e la for⁊a non mi è ignota, A paute id vi ho prouati, ecco il paeſe, I Cielo è uoftrose cola' mar diinota, Che Adria uoftra Patria a le dufeſe Di Venetia vi eſorta⸗uſir diſciolto
Da gli occhi ardir, parmi vittù dal volto.
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3 la vil turba, al numero infiuito
De ĩ falſi Dei, de i tanti vitij, a Hoſte Per l'innato valore ognuno ardito Sopporrd con virtudi al vitio oppoſtes Le voſtre beroiche ĩpreſe, e cbiamo, e uito, Che a lo inſpirar di quelle altris accoſte Ad Agenorre, Hettonre, altri a le Donne, Cbe in forteXa, e in patir fono colonne- 7
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Linſolito valor, Iiuopinato
Soccorſo,&l nono eſereita al nemico
In su le porte fino a lo fteccato
Portar Cuerra,e deſtar noſt ro odio antico, Di repente aſialirlo, eſſer rinato
Angelo Imperator tolto da intrico,
Da prigion, da magie, dal empio Iuferno
A vittoria ci eſorta, a nome eterno.
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3 8 Suonino hormai le trombe in Guerra aperta
Coraggioſi, e improniſi al primo aſſalto, Che a noi qul aſſalitori è ſbeme centa D'abbaſſar gli aſſaliti da quell alto,
Cbe ſi tenean di buona ſoxte incerta, DijRde rauſi d'eſpugnar Riuo alto, Quaudo vedran, che'l fulmine lon tocchi Fulmiuato da i uoftri, Dor ferri, bor occhi.
39 Qul fu veduto dal ſuo volto vſcire nuerſo al Ciel raggio, ò pur lume erraute, Quel confortò, quel confermò ardire Na l'animo del Eeneto coſtante; Se non che attonno il capo par ſi gire Di ſplendon la corona trionfante,(oro, uindi aiftoò da ogui huomo il raggio d- Qual tia gli Augeli forſe il pailar loro. Ii 2 Ma


