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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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20 Ab magnanimi,(dice.) o Duci,o figli, Ecco,&cco Dio con la ſua man ci slega, Qual Leone lambendo i fieri artigli Ruotando i denti la gran roda ſpiega, La ſnoda in mille guiſe eutro ai perigli, Precipitoſo ognuno a ragion nega Il penſare a la morte, oue èl amore De la Patria, del ſangue,e de l honore. 21

Zax bara intenta, come quegli a Guerra A ſaluare i compagni, ambo gli Spoſi Artemiſia,& Hettor ſcioglie, e diſterra La via d'immortalarſi glorioſi Col cafto amore in Cielo, e nome in terrs, Co' fatti ſempre mai vittorioſi: G A me‚ diſſe Camilla,o Scudier degno(guo

Vieni,e mi slega;&d ella: Hor hora io ve- 22

(osd slegata, hor vd degna Guerriera, Pugua, e tranaglia, che ti innala Dio, E ti donal Alloro: a cui: Mia vera Sorte qual ſia, fia tuas Scudiero:o pio, Andiam, maggior da te gloria ſi ſpera; Vagliami in liberta ſuegliar natio Nl mio va lore; andiamo arditamente,

Qual mi ſpinge furoret à Dio preſente. 23

Non fur men prefti i Veneti Guerrieri A comparir nel Campo, quai non pasti Eſcon Tigri dal boſco in moti fieri, Veugon feroci a ĩ Martial contrafti,

E aicean: Coragg Ioſi animi alteri, Pugnate fidi, giungerete ai vafli Campi di gloria, e di Vittorie certe, Le ſquadre di Venetia ecco ſcoperte.

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4 eAngelo allhor riordina ſua gente,

E rafrena il furor de ĩ non armati, El'animo a pugnare impatiente, S'armauo, e d'eſſi egli ordina duo lati,

Il manco,el de ſtro corno in guerra ardète, E in mezo lo ſquadron fa gli ſteccati , doue il mar laſciò fra terra, e'l lido Vy' argine altor Hor qud, diſſe, m annido.

A NO TA O?2 5 1 N 2551 Qa il vallo a flonte,al lato deſtro il mares

beſco al mãco; Hettor q́lo habbia ĩ cura⸗ Et Agenorre il manco; Angelo appare In mexo ad acquiftar gloria matura; Barbara al Padre,& Artemiſia pare A lo Spoſa Scudier pugnar ſicura, Lordinanga ſi ſpiega in Guerra augu fla Iu fronte larga,e da duo lati anguita. 26

Ben cento anco de i primi, che ammiraro Di Camilla inuittiſſima le proue, D'eſger ſuoi Venturieri tonſigliaro, Onde Angelo a i piaceri ſuoi ſi moue; E dice loroe Ite, imitate il raro Combatter di Camilla, a impreſe noue Ii inuitos Habbiate Duce Donna altera, No vi ſdegnates Ella è mia figlia vera.

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State voi Venturieri a pugnar defli Dietro l'ali d'eſercito,e per fianeo Incontrate il nemico, il qual sappreii D'vrtare a fronte il lato de ftro, òl manco; Ab magnanimi voi qul i noſtri geſti Ci inuiteranno contra il Campo Franco, Che'l Senato ſi auuiſi, per aiuto,

C'hor hor di Gloria gli darem tributo. 28

DAngelo il comandar ſi mette al opra, Scorre i qua, di ld, par nel ſembiante, Che fulmini da gli occhi,ò pur diſcopra Da la fronte vno Imperio fulminante, Itepidi riſcalda, e dire adopra,

Come in sa l'arſo ior pioggia irrigante, E ſtipendi,& honori, a chi promette Dolci al loro patir paci,e vendette.

29 Leau fermoͤſſi ſoura vno alto ſcoglio, Queſli confin del mar era vetuſto, Graue il dir comincidò: Non io mi doglio De coꝛſi danni, e de'eſiglio ingiuſto, Anugelo io ſon, qual fui, tal eſſer voglio- Augelo non ribello, ma l'auguſto Imperator di mare, hor Duce in terra Vengo a incitarui, a richiamarui a Guerld: Azue-