5. AA ſpunta! Al- Eccoi prigion dannati al reo flagelo,
ba, Gilſeren, Eaco ognun frai Giganti in mexxo appare imena, Con ritorte legato,& vn drappello D'armati incaminarſi inuerſo al mare, tte Maria e letho 1hues parauwilſier nacekhe,— eſce Oude Angelo attendeua a confortare 2 E' bel primo mat Cli amici enetiant,e col ſuopio. . tino e viſto a pe- Cnhode Angelo ip'isthindidaa Dio.
. Yme egli in viſion funeſta, e chiara Che fra nebbie notturne il di ſi meſce,:Seeν᷑ Ad dugelo llicd certo il periglio; . on mpo,e rara
Poi ſi oſcura la vifta altrui ſerenas(creſce, helac hla 4 haa 5 3 eſſglio, Eingõbra il Mõdo vn Hero horror, che in- Pex gid il Huce da lui ſterant imfaras- 2
,ecrredere a lui, come al buon Padic il figlio, Sorge, ohimeè la nemica ahu man ſeme, Onde ei conſola tutti, el falſo mare Si yeggion larue ombre infernali inſteme. De la torbida morte ei par ſedare. 1.
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Q magnanimi ſiate, egli dicea, Non morirete voi, la man di Dio Vi protege, vi aiuta-au vibea, SFia il zmor poflo nel'eterno oblio, Fngate i Nuutij de la morte rea, E parato il ſoccorſos hor ſard pio-
La ſentenza s νdi delempia morte; Che moran li innocenti incarcerati? E le Furie,e gli horrori aptir le polte Delinfernone: vis gridi pietat Pares che'l caſo borrendo ancon appotte Le Tartaree allegrezze ai rei dannati,
Che intuonano agitando le catene Compagni al dauno, ecco inuocèti in peno.
Penturd, il cor veſte d'vn nero manto, Fuo v'inſiamma d ardir dentro d amore: O Dio(dicea, tre volte, egiufto, e anto, Aoui mia deftra, o Dio rincora il core; Di ſaluare il mio padre mi dò vanto(ua Im mexzoal' Hofte armata; O Dio mi do- Ardir, e glt error miei Padre perdona.
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(on rauco ſuon la tromba il fiero editto,
E publica il giudicio empio, e fei oce
De ĩ moribondi il caſose'l lor qelitto,
Che li condanna a morte aſpra,& atroce;
Staua merauiglioſo, e tutto afflitto
Leſercito ad vdir horrenda voce,
AMa non ardiſce alcun loro innocena
Paleſare, e daunar la rea ſentena.
I
Chi dal Ciel mandi a voi ſcaltro ſoldato, Cbhe v'hahbia a por di Libertade in ftato. . 8 4 rr r„.
.. 3. 4 2 Barhard allbbr preſaga del bortorees ĩDolete voi, che la⸗Patria il ſoccorſo
Neghi a ĩ maggiori ſuoi Duci,ò foldati? Nel Pinetto ecco geute; Habbiam ricorſe A Dio, che non ci ha mai abbandonatis Mia madre diè lauuiſo, ed ecco in corſo Mi par di là veuir legni ſpalmati,
Fperate voi magnuanimi, che morte
Non entra in core intrepido, e ben forte. 9
„ Agli aguati ſi tannoi Caualierii Nel boſco in voftro aiuto, e ſon s' ſpeſſi, Quanti arbori, e ſi aſcondonoi cimieri Dei tanti armati, e de i Duci con eſſi; Dirui mi giona il ver, che quei Guerrieri Dal Senato al ſoccorſo fur commeſſi, Mi s'apre auuiſo d' Angelo, che ſuole Meco in ſogno Hiegar leſue parole. Al⸗
SASZOCSoOSo AASS


