. 11. Corre Artemiſia a lei, s'allegra, e dice:
72. 2A la ricognitione altoſtupere
V IGE S IM O. 227
Kamo di Pero,ò d altro ftelo amico,
Eʒ'apre il tronco per amor compunto
Dal dotto Agricoltoraſe ben uemico, In matrimonia il corpo a ĩ rami aggiunto
T iuneſto abbraccia, e poſlo in ſuolo aprico
Frondi,e fioni germoglia, e dal ſuo frutto Germe del Padre ſi raccoglie in tutto.
O ben degno ſeruir,cbe a la cognata Vi atteſi,e del mio core imperatr ice Degua d'eſſer ſeruita,e da me amata: Ecco Hettor tuo Scudiero, ecco felice „„
La tua ſerua 7 bene aukenturata, 4 Che lo Sᷣpoſo io diuiſo,e la ſua Suora,
*„. 1. 1 Ed Angelo sà magno io fon la Nuora ·
2,
A
Ingombid i ſenſi loro,e fu intenſo, Che la pieid,t amor',& il imore Tolſe ad ognuno la parola, ell ſenſo;
Se non che locchid entro ſcorgeua il core, E'n Guerra inuitto,& in amore accenſo Stu piſcę! alma,ẽ fa inarcar le ciglia
A Lli Spoſi, a lamico,& ala figlia.
73 Ruppe il ſclentio allbor' Angelo, e diſſe⸗
A fin piu lieto, o voi forti durate, A noilri mali vn lielofin preſcriſſe Quegli, ched'iunocenti ha&ran pietate,
Laleneta Kepublica m'aſcriſſe
D'lmperxatore a Regia dignitate, Aa le mie colpe,& il mendace Iuferno, Ela Maga mi ſmaſte dal goueruo.
54 aando allbor fatto peregrino in bando Nela baichetta mia varcaua il mare, Echeduto ribello io giua errando cino a morte nel angoſce amare; Ecco Dio, che mi ſalua, e in guerraggiando
Con voi femmi Dittoria ini incantrare;
Finſi di nouo in gioſtra me oal' tiᷣe,
AMad luferno ſoul ire al bene oppofle.
. 8.. Qualbhor ſi inneſta il ramo al ſuo congiunto Fin che chiuſo in prigione a me soppoſe
La fallaciase gli incanti, e'ire vltrici Del Tiran,de la Maga,e'opre aſcoſe De le Furie infernali, e de ĩ nemici; Ma cedano al mio ben hore noioſe, Qul lamico, e voi figli ecco felici Rinouiamo i compleſſi,e le allegrexxe, Reiteriamo in noi tante dolcege.
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Ala che ſard? per noi ſe pugna Dio?
Cedal Infernoa linnocena noftra, Ceda il Tiranno aa noſtri prieghi pio, Ceda la Magae non purl arme iu gioſtra;
Maa la noſtra fortez gal empioe rio
Voler, che fiera coutra noi dimoftra;
Vi caglia ſol di ciò, chel nome è iufeſto
D' Augelo a tutta! Hoſle, et piu moleſto. 2
57 Nel cor voſtro il mio nome ſia ſepulto, Kiſorgerd a Vittorie, a lietohne Soſterrem per la Tatria ogni aſpro inſulto,
E quꝰ ſia del gioir meta, e confine,
Tac que, e concordi al ſag gio ſuo conſulto
Scorgon de l'alma hatria le ruine,
AMa l'occhio di ſperana in Oio preuede,
Che ſi traſpianta vn moute can la Fede. 8
.„. (os affidati in Dio ciaſcun canſiglia
Di ſeruirſi di Barbara, e del Coute,
Pe? procurarue aiuto, e che eſſa figlia
Toſlo al Senato il grau caſo racconte,
E la ricognition, la merauiglia,
Come in prigione hauno le voglie pronte,
E le non ſtanche forxe in core affitto,
En puguar per la Patria anima inuitto. 79
S'aferma, che Venetia in ſe conuerſa
Nichiama l'innocente Angelo al grado, A che fu aſſunto, e la fallacia auuerſa, Giuutaò de'alma veritade al guado; De la ribellion legge è diuerſa, Se'l ribello è innocente; Har ſia mal grado Di quei,& banno infamato il Regio honore Dis ſido a la Pattia Impetatore.
F 2 Dota.


