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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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215
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D ERCIMONONO.

25 Mentre UVenere armata ancor gdta Il Ne ſi fe di giaccin, e ſi commoſſe, BEdilegnò il fangne da le uene,

Tra i compleſſ del Re grato rifloro, Che di nouo vn Deſtrier frenar volea, AMouerlo al conſo,& acquiſtarl Alloro, Marte v'infiamma, e n le moſſe ardea D'affrontarſi, etal fu l iucontro loro, Tra duo Gnuerrier, come tra duo Torrenti, Tra monte e monte, ò tra contrarij venti. 81 Saffrontan, come due procelle in Guerra, Che irritan!' Ocvano a gran tempeſla, O'come il parto de la ſcoſſaterra, O pur turbo, che nato il Mondo infeſta; Con baſſe lancie, il cui colpo non erra, Qus s'andaro a ferire ambo la teſta, Di Encelado tal ſoſſio inßiammase sbocca Dal horrenda, infernale, acceſa bocca- 82 Rotte le antenne, e forti, come ſcoglio, Neſßaun piega la fronte,ma s'inalæa, Quantoò piu ſcoſio!'oſtinato orgalio, Tanto col brando l'vno l'altro incalza, Che poſcia in rabbia creſce il lor cordog!lio,

Saggira hora il Corſier', hor ſalta, hor s'al

E'l martellar ſi ſente come il maglio,(Xa, Che l'arme iforma, e loro aguX a il taglio. 8

gia fu ſcorta la RhaaTa,ehe la preſa Gioftra turbaua ſua Vittoria certa; Saccoſta, e diſſe: Ah temeraria im preſa Inuolar certo premio, a chi ſel merta; Ceſſate, ola? mentre da lira acceſa

Era lor ſi poſe a la battaglia aperta, MNettor cala vn roueſcio, e in capo offende

La Maga,e china per cader ſi ſtende. 84 Se non che Aarte vi frapoſe il brando,

Erintuxxo l'borribil colpo in parte, Cadea lenere morta, ma dio in bando Il ſenſoꝛindi le mani in aria ha ſbarte, Stordita andò per buona pexxa errando, Ma riuenuta improuera il ſuo Marte, Che la voglia tradire, e data al corſo

Laucia ſaette al mag gĩor ſuo ſoccorſo.

Aca la crudel da maggior furia accenſa

Nel tempo inftaute vno,& vn'altro ftrale Auuentasei Caualier colpiſce, afferra,

Da la Vittoria inſuperbita forte

Ti leuas a maęgiore huopo il tuo valore ¹

Di trombe, e di tamburi, che raſsembra Aprirſi il ter Cielo, e da quei Chori Spiegar mianf a Venere gli Amori. 3 eAngelo,

Ata sallegrò repentes che ſi moſſſe,

Che poi prende la pugna, e la ſa ttiene,

Ammira ancor de i gran Quertier percoſſe,

Obe ſbexã l'aria, e vn tuõ muton'auuiene,

Che d' horrore empie i rori,& bor qual-

Si veggiõ Ranina le ſpade in Campo.(po 6 8

Le freccie ſue fatali, e ftendee ſcocca, E diſtornar la Guerra lor ſi penſai 1 Altre lancia, alue accoppia in su la cocta, Saffronta,a! arco il fulmine diſpenſa,

E chi fere, fa circo,& a chi tocca, Auuien, che al improuiſo ei cada a terra, Pur quando fugge,ella ſi moue a Guerra.

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Si che ambo tratti da virtuù fatale

Cadono da Cauallo,e vanno a terra:.

Foꝛmò Paſquino vn grido trionfale,

Regina, e Douna vincitrice in Guerra,

Seg ti Vittoria, che fra impreſe tante

Vincerai Marte,e Gioue fulminante. 88

Verſo i prigioni corſes& vintioe preſi; poi diſie:& voi con ferri, e con ritorte Legate quellor O Atarte io non inteſi, Che'l preſo crin ru baſſi a la mia forte, Sappi, che per te ancor lairingo appreſi Pper vincer te coule ſaette ad arte,(te. Che il mio braccio atterrare anco pudò Mar G 839 b

Serbas e rhe io vinſi te qul ti imembra, h

Paxo ti vanti col tuo grau furore, V Che vaglian piu di me le tue gran mẽbra? Qul Kturbè il ſuo parlare vn gran rumore