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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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213
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DECIMONONO.

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Stannoĩ Giudici aſyſt in altoſeggio Coſtantino,e Milone,e! Capro Pane, Momo concorſe,& adocchid Parmeggio, Poi diſge: O menti adulatrici humane, Simolare i Lindici, e oprarne il peg gio, Voglion fra roſpi anco armeggiar le rane, Vano giudicio d'empio aſcoſo inganno,

Qual la biſcia a lincanto quei ſen vanno.

61 Fanno il cerchio maggior le armate ſchiere,

Per corona minor nel centro,ò punto Sonoi Giganti con ſembiange fiere, De' mali ſpirti horrendo ſtuolo? giunto: Ma non può in corſo alcun Deſdrier teuere Dritta moſſa a incontrarſt, onde baſſunto Non ſi ſoflien con lancie, ma la ſpada Ne lo ſteccato tal ſi dee far Strada.

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Di qua Camilla in man la ſpada ſcuote, Ela ſolleua in ariaea harme grida, E batte il vento, e'aura in Van percuote, Vibra ſaette UVenere, e disfida, Per doue el ſuo Corſiero in mille ruote Non pud nel cerchio contenerſi,e ſrida La riual, ma(amilla in van ſi ftrugge, Cbia peua giunta Venere ſi fugge.

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n fuggendo ſaette, e ſtrali auuenta,

Qual fulmine, che da alto a terra ſcende Ea cader cĩd, cihe tocca, o pur ſpauentas Camilla in ira la nemica attende,

Ror ſalta, a petta, hor corre,& hor ritenta Incont rar lei,che fugge, el corſo prende Per quella via, che vno Amorerto ſegna, Quaſi ſpirto, che le precorre, e inſegna.

... 64 Finge Camilla di f gir, poi prende

Contrario incontro ala ſegnata via; fex 3

3 dalA /e p enere affre tta 1! ſuo Corſiero, e offende La nemica, che n corſo a lei venia;

Eer ferire, ella addatta a Parco,e ſtende

Quella infernale,& incantata, e ria, Che peunuta ſacttade ſtride,e ſcocca Ne la viſiera di Camilla in bocca.

7 Jl Re vi aocorre, e la ſua Diua aceoglie

Staua( amilla, e reſa, e u ferri auuiata

ar 65 Sente il colpo, alxa il braccio, e'l bräãdo arruo Camilla pel terror perde il ſuo vanto;(ta, Fere hen sꝭ vn ſoldato, e poſcia immota NRefta, e creſce l'horrore in lei cotanto, Cbe tratta era al cader dal arte ignota Per forxa di ſaetta,dò per incanto, Onde conuien, che al primo colpo cada, Perda il Caual, la Liberta, e la Spada. 66 Spiran le trombe il trionfal lor grido, Onde a le laudi l'ammi rar conſegue; Ma Coftantino ala Guerriera fido Fa, che'l ſuo duol con la Giuſtitia adegue, Si ſlupiſce, bor Sadira, hor troppo inſido Ciò, c ha viſto non crede,e quel che ſegue Ingombra l'alma di horrido terrore,(re. Che angoſcia ò quaſi, e pur tema, e horro 6

Con trionfo, con fauſio, e ſlaſſi in faccia, Sempre è ridente a lei, poſcia il dir ſcioglie: AMagnanima voi vintoꝰ e pur l'abbraccia, Vincitrice voi Deas per voi le ſpoglie, Ecco il Caual, la Spada; O Dea vi piaccia Cedere a noi la gioftra; altro non reſta, Se non di quei donarui hor hor la teſta. 68

Qualhoralombra de la terra eſtende

Iſuoi lacci a legar l'oppoſta Luna, pieno d'oſcuritade il velo Ftende, E di tenebre cinta ella s'imbruna; Cos Gamilla il ſuo ſeren ſoſpende Nel viſo, appar ne la ſua fronte bruna Dominaue il terrore aperto, e ſciolto,

Cinge il ferro le man, secliſſa il volto.

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Con haſſa fronte, e vergognoſo volto; I Arte miſia ſi mone,e dice: Accinta Io ſonoa mantener! houor gia tolto; Dat'ira, e!'οdio, e da honor ſoſpiuta Salta nel Campo, a ſdegno il fren diſciolto: Dice: Mantengo ſei laſciua, e vaga, Impudica,& infame, e putta,e Maga. Aentiz;