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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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211
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DRCIMONONo.

3 44 Sia fulmĩne, che ciò, che toccap atterra, Sia fatal lancia, ebe aggirata inmano Di Donna ogni Guerriero abbatte a terra; Il ferxo ſia purgato da T'ulcano, Onde farommi inuitta ne la Guerra, Acciò, s ei ocea alcun, ſia poflo al piano; Cosã voglio, e comando a voi lo incarco, Conſacroa! A/ſmodeo gli ftrali, e'arco.

41 Ben tre volte mugghiar s'ydio! Inferno, Kcenni ſuoi per vbbidir repente I meſſi ne portar dal eèupo Auerno AMille ſacttese¹ ferra tal paſßieute, Che atterra Atarte, e fa onte,e ſcherno, Che egli la gioftra ceda a lei vinceute: Poi che ella con vn toeco di ſactta 4 Battera i Duci aterra con vendetta. 4* Dunque Venere armatad incantate Saette in giaſtra in ſe oallegra, e tace, Onde sarroge ſterminar le armate Squadre, che le Dõne, e chiama audace Chi teuta di gioſtrar con ſua beltate,. O violar n'ardiſce quella pace, A cbe l'enere inuita, o ſia furore, Trionferd col ferro,ò con lamore.

Gia la inuitta Gamilt eereld⸗ inuia A disſidare a gioſtrai piu gagliardi, Ond ei ſuonò la tromba, che s dia Acramente destare anco i codardi; Accendere i piu arditi a'arme aidia L inuidia, e dentro al core auuentar dardi; Ada il Re la notte con laA. aga ſcorſe, Mettendo col ſuo dir la gioſtra in forſe.

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Dicea: Tanto di voi Sren periglio Irò ne la menteso Ven Che non pur mie dolce Ma amarezXa di cor Ch io vi ſpieg hi il mioamor'e'! miocõſiglio; Deh nel trattar voi larme, voi ³, eehaie Sarete ad imbracciare, o lancia,ò ſcudo,

ere mia vita,

Xe in vau ripiglio,

Maurete voi s' dolce vn cor si crudo?

e, vn duol m'inuita,

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Fu ferita da i Greci anco la Dea, Cui d'opre, e di belta figlia voi ſete, Ma non ſi vide mai tra gente Achea AMieter nel'opre ſue, ſe non quiete, Ma con amor, co' prieg hi ella ſolea Naddolcire il ſuo Marte, e l ire inquete Rafrenar ſola, e i juoi deſirier focoſi Fermar fta ſchiere armate in bei ripoſi.

46 (di prieghi vince, allhor, che è piu? furore, E piu ᷣaccendon l'aſbre ſue couteſe, In bando voi porrete il dolce more? S& poco voi ſtemate mie difeſe? Iu che pregio tenete il Regio honore? Incontrerete voi si dure offeſe? Voi nel Regno d' Amon&cgina audace Volete Guerra voi madre di Pace?

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47 Se Amore è'n voi, quel feruido deſio, Debh ceſſi hormai la rea tempeſla in fronte, Artendete ad amar ſola il cor mio; Sd ella: Voi ſlimate poco le onte, E piu pregiate lei? pagherd il fio, Se foſie in arme il fiero Rodomoutes Ceſſt, ceſſi la tema, hor la vendetta Farò, quale al mio honor brama s'aſpetta. 8

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Aifenſori- fuoi ſon miei nemici, E voftri, ma attendete il fin del gioco,

Che fieno queſte man vendicatrici

De gli Iproperij, e'n quel, che adoro, e uoco Spero ben sl, che fien ſempre vittrici Queſie ſaette, hanno in loro il foco,

Per quanto a ipreg armi a vor pur tocca,

Qul vn bacio ſia ſigillo de la bocca.

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&li a lei? Aa!l aprirla a mio mal grado Non ſe non ſollecito timore, Che ne' perigli ſuol mentir di rado; Dunque vi cal sl poco del mio honore? Ne'lripregarui a voſtro prò vi d grado? Vi diffidate forſe del valore Di que fta de fira mia, de i tanti miei Degni non men, che i voſtri Semidei?

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