Druckschrift 
Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
Entstehung
Seite
209
Einzelbild herunterladen

e, 0⸗

4 . Duanque, diſſe, mr accoglie il mĩo

DEOCIMONONoO. 4

10 Diſſe Milone: O voi con pio ſeruitio Procurate a Rubin la ſepoltura, Cbhe a noi fia Dio pietoſo,e piu propitio; Ma qual polue cola, che Paria oſeurar Fuggiamo di viltade il pigro vitio, In ordine, o ſoldati, ecco matura Sorte di farſi honor, d'acqniftar gloria, Coraggioſi vi inuito a la Uittoria.

. 21 Il forte Coftantin punſe il Cauallo,

E'nuerſo a quel drappel tutti precorſe,

uand'ecco in lungo, e nobile interuallo Fenir la Giostratrice egli s'accorſe; Camilla è deſſa, Ella ſen vien Fedradllo La Maga, quauto ha la ſua vita in forſe, E, diſſe: Aoi Soldati, annuntio Pace, Guerra ala Maga,a Veuere mendace.

12 Quale il Leon, che ſtella in Ciel g'addita formidabile òs', ma poi lucente, Ei le ſtelle minori ſeco inuita b A sfauillar, com'&l ſuo volto ardente;

Cosꝭ( amilla in mo flra gli altri irrita

Contra la Alaga, ad iußtammar la mente

D'ira,e di ſdegno,e che'l valar riſplenda, A lo ſplendor di cui par che ſĩ renda.

. 23

In alta proſpettiua al paſſo attende Itriouſi ſcorgendo de la gioſtra, La Guet:iera gentil, che gii ocochi ſtende Fin douel Duce ſuo Lati ſi moſtra: Erettoloſa ſi moue, armata ſblende, Qualbor falmineo Cielo arder dimoſtra Di ſdegno, e di vendetta, ma vn baleno Da gli occhi ella diſerra, e fa ſereno.

2

)

A Dio mercò‚ ſe ben Dala AMaga, e dal Pietoſo Coftantin

fortunata,

oiſaggi,e prudenti Profeſsan ben, che voi ſiate innocenti.

2 Non ſi troua pin. fo, non ſi aſſicura

209

25 Segui Donnad' Imperio lualta impreſa, Sei come face,che piu oppofta a cento Euri ſiamma maggiore atquifia offeſa, Percoſia non? ſbenta d' alcun vento, Ma ripercoſia piu riſplende acceſa: Segui la tua virtu d alto ardimento:. Percuoti ripercoſſa,e vincitrice, Quale in mar ſcoglio, talxi al Ciel felice 26

Forniſci il corſo d innocente vita, Che, qual Selce percoſſa ſpita aidore, 1 Spiri d'alma virtù fiamma infinita., Segni pur, doue arte il fero horrore, E ſemina le inſidie,ſegui ardita, Chb'acqui fterai Vittoria,el ſommo honore, Quini n'baurai corone, e ſcettro, e Kegno, Che di te tua virtude è premio degno.

27 Acui diſſe ella: O glorioſoe vero Del gran ſangue Latinoe frutto,e ſeme, Ardirò, vincerò, che piu non chero; Ben tale è'n Dio la mia fondata ſpeme, OQu'd la fedeꝰ e larme,dò pur l'impero Da chi ſi trattaę ò chi l'odio non teme Dei Tiranui? e i nemici ſi poſpenti? Ben cento doue Lout ſon da noi ſpenti.

Di ſtar piu ſotto il Cielo linnocenxa,

La ſtrada m'era aſiai via pĩu ſicura

Per lo Inferno, e per l'ombre, a la preſena, E'n faccia di Satan ſena paura, 3 Poiche da l'alta eterna Prouidenxa

E chiuſo il calle a lui, di nuocer tanto,. Quanto gli huomini fan crudi altrettãto.

Che, ſe riſtretta è piu, tanto piu infama. 2 2 eIrde-